Il paradosso Sinistra antisemita pur di attaccare Silvio

Il berlusconismo di questi tempi probabilmente non è ai suoi massimi livelli. Ma l’antiberlusconismo sta toccando i minimi. Ideologicamente affetta da un fastidiosissimo riflesso pavloviano - medico e fisiologo, non a caso, russo - la Sinistra ammaestrata è solita scattare con la ferocia di un mastino davanti a una qualsiasi affermazione di Berlusconi. Bau bau.
«La mia missione è abbassare le tasse: ridurre la pressione fiscale e rilanciare l’economia è una priorità del Governo». «Invece di fare propaganda, Berlusconi pensi ai veri scandali del Paese: le leggi ad personam, le veline e il ciarpame in Parlamento!».
«Ho personalmente dato indicazioni perché nelle liste delle candidature regionali non compaiono nomi di ragazze che possano in qualsiasi modo essere ricondotte alla figura della cosiddetta “velina”». «Berlusconi sta gettando fumo negli occhi, si occupi piuttosto dei problemi reali del Paese: la riduzione delle tasse e il rilancio dell’economia».
«Non sono un critico, ma Baarìa è un capolavoro di un grande regista, un’opera che sarà difficilmente eguagliabile». «Tornatore non è più lui, ha perso la vena. Baarìa è una cagata pazzesca».
«È vero, lo ammetto, Baarìa mi fa schifo. Ho detto così solo perché l’ho prodotto io». «Tornatore è un maestro assoluto, è il fiore all’occhiello della cinematografia italiana nel mondo. Baarìa è da Oscar, e Berlusconi di cinema non capisce un cazzo».
«Mi devo scusare da parte dell’Italia con Hillary Clinton. Le parole di Bertolaso sugli aiuti umanitari ad Haiti sono state fraintese: tra i due governi c’è sintonia assoluta». «Berlusconi servo degli americani».
«Forse però le critiche di Bertolaso un fondamento di verità ce l’hanno. L’intervento americano ad Haiti ha evidenziato alcune mancanze». «Ma che cosa gli viene in mente a Berlusconi, vuole una crisi con gli Stati Uniti?».
«Craxi è stata la vittima sacrificale di un sistema corrotto». «Vergogna: corrotto sarai tu!».
«Anche se non si può negare che in una certa fase della sua parabola politica peccò di leggerezza». «Vergogna: Craxi fu un vero statista!».
«Bisogna vietare l’atomica a chi vuole cancellare Israele». «Berlusconi non vuole accettare il fatto che oggi il nucleare è l’unica strada percorribile».
«Ho un sogno: che Israele possa entrare un giorno nell’Unione europea». «Ancora una volta il Premier ha fatto sfigurare l’Italia davanti al mondo dando prova di non conoscere neppure la geografia. Israele è in Medio Oriente».
«Ho visitato oggi, commosso, lo Yad Vashem a Gerusalemme, e non posso non esprimere tutto il mio sdegno sull’Olocausto. La nostra anima urla “Mai più, mai più”». «E perché no, scusa?».
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Insomma, avendo indossato Berlusconi la kippà, l’altra metà del Paese, con noto tempismo e riflesso pavloviano, ha rispolverato le kefiah palestinesi. L’antiberlusconismo è più forte della Shoah, e l’antisemitismo il trascurabile dazio da pagare alla frontiera dell’intransigenza politica. Due Shekel.
Scriveva ieri un commentatore anonimo di The Front Page, il blog della sinistra intelligente di Fabrizio Rondolino e Claudio Velardi - i quali essendo sopravvissuti a D’Alema sottobraccio ad Hamas sono in questo senso al di sopra di ogni sospetto - che «per dare addosso a Silvio Berlusconi esistono italiani disposti a indossare una divisa da SS». È una vera malattia, constata il blog dei due ex consiglieri di D’Alema, «un virus dipietristissimo che colpisce neuroni neanche mappati dalla neurofisiologia, distrugge quelli del buon senso e lascia, per uno strano caso di incompatibilità proteica, solo quelli che reagiscono ai suoni “Silvio” e “Berlusconi”, creando un cortocircuito neurale tale da condurre alla paronoia assoluta».
Se Berlusconi dice che la terra è rotonda gridano «Viva Tolomeo», se dovesse confessare che ama I Promessi Sposi griderebbero «Manzoni leghista e ignorante!». E se Berlusconi dice che Israele ha il diritto di difendersi scendono in piazza con gli striscioni «Gaza peggio del Ghetto di Varsavia».
In effetti, il berlusconismo di questi tempi non è ai suoi massimi livelli.