Il parafulmine attira anche tutte le calunnie

In giro solo leggende metropolitane e falsità sulla moglie di Merella

Mi separano da Arcangelo Merella molte cose. Condivido poco o nulla della politica portata avanti dalla giunta in materia di traffico, viabilità e trasporto pubblico. Le «zone blu» le trovo indigeste e svendere il patrimonio per ripianare la voragine di Amt una vera e propria follia. Credo che il centrosinistra cittadino debba, però, tanto a questo assessore in termini di riconoscenza. È lui a farsi ore e ore di dirette televisive a sopportarsi tutto quello che non va in questa città, spesso e volentieri quando la competenza non è nemmeno la sua. È lui a fare da parafulmine alle decisioni più impopolari, anche per contro dei suoi colleghi assessori. Proprio questa delega maledetta in una città come Genova e una strategia elettorale suicida dei socialisti genovesi (nel simbolo delle amministrative non compariva la dicitura «socialista», ma quella incomprensibile di «riformista») non gli hanno permesso nemmeno di essere eletto e lo Sdi ha dovuto fare a meno di un assessore in Provincia per continuare a mantenerlo in giunta a Tursi. Se in Italia tutti sono commissari tecnici della Nazionale, a Genova sono tutti assessori al traffico, me compreso.
«La calunnia è un venticello...» canta il furbo mentitore Don Basilio nel Barbiere di Siviglia di Rossini. La strofa «Alla fin trabocca e scoppia, si propaga, si raddoppia e produce un'esplosione come un colpo di cannone» sintetizza quello che ha dovuto passare Merella. Due erano le «calunnie». La prima era quella che l'assessore al traffico non avesse la patente. Una fesseria che è diventata un convincimento generale, ma che aveva quanto meno una sua origine. Chi, infatti non aveva la patente, sul serio, era il predecessore di Merella, l'ex verde Piero Villa. La seconda era quella che la moglie dell'assessore avesse un ruolo in qualche società comunale e qui le versioni cambiavano: chi diceva Genova Parcheggi, chi il Car Sharing, chi Ami. Sarebbe stato un bellissimo scoop! Ho chiesto gli organigrammi a tutte le società del Comune di Genova, ma di donne neanche l'ombra, alla faccia di chi difende le «quote rose» anche a sinistra. Ho subito detto a chi mi aveva riferito questa voce che di leggenda metropolitana si trattava. Ma capisco che Merella dopo tanto sopportare sia scoppiato. Ha sporto denuncia contro ignoti. Non serve, giuridicamente, a niente, ma tapperà la bocca a chi lo attacca ignobilmente sul piano personale. Ma, caro assessore, non considerare questioni personali chi ti fa opposizione sul piano politico.
cons. circoscr. Forza Italia