Paraguay, l'ex vescovo è presidente

Nel 2006 aveva lasciatogli abiti talari per la politica. Oggi, con il 41% dei voti, l'ex vescovo di San Pedro è presidente. Una svolta dopo 61 anni di potere del &quot;Partito Colorado&quot;. <strong><a href="/video.pic1?ID=Paraguay_lugo_presidente">Guarda il video</a></strong>

Asunciòn (Paraguay) - Fernando Lugo, l’ex vescovo cattolico che nel 2006 si era tolto gli abiti talari per dedicarsi alla politica, ha conquistato la presidenza del Paraguay. Con il 92% dei seggi scrutinati il candidato dell’Alleanza patriottica per il cambiamento (Apc) ha ottenuto il 40,82% mentre la sua sfidante, Blanca Ovelar del Partito Colorado, il 30,72%. Il presidente della Conferenza episcopale paraguaiana, Ignacio Gogorza, ha detto che sarà il Papa in persona ad occuparsi della situazione del vescovo di San Pedro.

Per il Paraguay si apre una nuova era, che pone fine a sessantun’anni di dominio assoluto del Partito Colorado - la più duratura permanenza di un partito al potere - e dal buio repressivo in cui lo ha sprofondato Alfredo Stroessner, uscito di scena nel 1989 dopo trentacinque anni di dittatura. Lugo ha ottenuto quasi il 41 per cento dei voti: niente da fare per Blanca Olevar, la candidata del partito al governo, prima donna a correre per la presidenza nella storia del Paraguay, che si è fermata 10 punti sotto.

L’ex vescovo della chiesa di San Pedro (una delle zone rurali più povere del Paese) che sembra uscito dalle pagine di un libro di Leonardo Boff, uno dei fondatori della Teologia della liberazione, ha ricevuto l’appoggio di un’ampia coalizione d’opposizione che raccoglie nuove aggregazioni politiche, oltre a una ventina di gruppi sociali, ’campesinos’, indigeni e sindacalisti. L’ex prelato, che annunciò nel Natale di due anni fa che lasciava il clero per aiutare il Paese a liberarsi dal Partido Colorado e per questo fu sospeso "a divinis" dal Vaticano, ha fatto breccia tra gli strati più poveri della popolazione con promesse populiste; e per molti settori, tra cui i grandi proprietari terrieri è un pericoloso estremista.

Ma nella corso della campagna elettorale ha insistito che governerà il paese con "l’aiuto di tutti e per tutti", compresi i "coloradi". Nelle sue prime parole come futuro presidente, l’ex prelato ha insistito che la nuova era della politica nazionale sarà "senza clientelismo né settarismo" ma molto dipenderà dalla composizione del nuovo Parlamento. Il Partido Colorado quasi certamente riuscirà a formare due potenti gruppi in entrambe le camere, che però - come ben sa l’attuale presidente Nicanor Duarte - non sempre votano in blocco a causa delle divisioni interne. Ma Duarte, riconoscendo la sconfitta di Blanca Ovelar, ha già fatto sapere che farà il possibile per recuperare il più presto possibile il potere, il che preannuncia un’opposizione ferra al prossimo governo