Paralisi a Linate e Malpensa: cancellati 210 voli

In mille sfilano in difesa dell’hub Adesione vicina all’80 per cento

Il Milan, in partenza per Londra dove oggi affronterà l’Arsenal ce l’ha fatta a decollare prima del black out. Moltissimi passeggeri, invece, sono rimasti a terra. Ben 210 (60 a Linate e 150 a Malpensa) i voli annullati ieri per le quattro ore di sciopero, dalle 10 alle 14, proclamato dai lavoratori della Sea, la società che gestisce gli aeroporti lombardi, per protestare contro il ridimensionamento dello scalo varesino decisa da Alitalia. Secondo Cgil, Cisl e Uil, che hanno organizzato l’agitazione, l’adesione ha raggiunto l’80 per cento e sono stati garantiti i servizi essenziali, come i voli per le isole e quelli intercontinentali. In mille hanno sfilato in corteo all’interno del terminal 1 di Malpensa e poi fuori sulle rampe stradali di accesso. Fra loro anche l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati con il gonfalone e i sindaci della zona. Tutti a protestare contro il taglio massiccio programmato per fine marzo e la decisione della compagnia di bandiera di puntare su Fiumicino. Ad Alitalia, impegnata nella trattativa esclusiva con Air France-Klm e al governo, i sindacati chiedono che il disimpegno sia graduale e vengano mantenuti i livelli occupazionali, con ammortizzatori sociali a tutela di chi verrà travolto dalla crisi, precari compresi. Da Roma, intanto, il sottosegretario al presidenza del Consiglio Enrico Letta annuncia con nel cosiddetto decreto «milleproroghe» il governo ha previsto per il 2008 «80 milioni di euro per il rilancio della struttura aeroportuale».
«Lavoratori, imprenditori, rappresentanti della società e della politica - le parole di Cattaneo - sono uniti per difendere un’infrastruttura irrinunciabile per il nostro territorio e per l’intero Paese». Pronta, ancora una volta, la proposta del Pirellone. «Una moratoria - spiega - per il tempo necessario a modificare le regole del trasporto aereo e garantire quindi che un altro operatore possa prendere posto di Alitalia, senza traumi e conseguenze sull’occupazione, il lavoro e lo sviluppo». Di «liberalizzare i diritti di volo sulle tratte intercontinentali e di una Malpensa che non dipenda da Alitalia» parla il presidente Penati. Felice per la notizia di «un emendamento che consentirebbe ad Alitalia, così come ad altre aziende in crisi, di accedere alla cassa integrazione». Guarda al Tar del Lazio che oggi si pronuncia sulla cordata Air One-Intesa San Paolo, il segretario nazionale Filt Cgil, Mauro Rossi. «È doveroso verificare fino all’ultimo - ricorda - se esistano progetti industriali in grado di difendere il trasporto aereo, le sue infrastrutture e l’occupazione a esse legata».