Paramount: «Tom Cruise costa troppo»

La casa di produzione ha bloccato i suoi film. «È troppo caro scritturarlo, faccia l’esame di coscienza»

Antonio Lodetti

Un po’ di consolazione per i disoccupati. Ora sono in buona compagnia. Nelle fila dei vacanzieri forzati tra poco potrebbe entrare persino Tom Cruise. Dopo il flop di Mission Impossible: 3, Cruise sta cercando il film del rilancio, ma il suo contratto di 13 anni con la Paramount sta per scadere e per il rinnovo saranno dolori. In tempi di crisi anche Hollywood non è più la Mecca e chiude i rubinetti: niente più compensi miliardari, anzi... Attori come Jim Carrey, Reese Witherspoon, Mike Myers sono a spasso, e per lui non si fanno eccezioni. «Deve darsi una regolata finanziaria e fare un esame di coscienza. In parole semplici: è troppo costoso scritturare Tom», hanno dichiarato i boss della Paramount. I capi dei grandi studios hollywoodiani infatti si fanno furbi e cominciano a tirare la cinghia. I film di cassetta funzionano e incassano bene, ma «queste star e questi registi di gran nome come Spielberg portano via la fetta più grossa del guadagno». E Cruise in questo senso ci ha dato dentro; dal 1992 la Paramount sovvenziona con milioni di dollari la casa di produzione di Cruise, mettendogli anche a disposizione uffici e staff e sospendendo la lavorazione di una mezza dozzina di film dell’attore. Lui sta girando con Danny De Vito Ho sposato una strega e ha in cantiere per il 2008 The Few, storia vera di Billy Fiske, pilota che nella Seconda guerra mondiale ha sfidato la neutralità degli Sati Uniti e ha attaccato la Germania col suo aereo (ovvero un Top Gun del passato). Chissà se questi progetti andranno a buon fine, A proposito del sequel di Top Gun, messo spesso in cantiere ma mai realizzato, circolano varie voci. La più accreditata dice che Cruise si è opposto con tutte le sue forze alla realizzazione del film, chiedendo un compenso talmente astronomico da raffreddare gli entusiasmi dei produttori. Ora - dice il gossip più accreditato - forse si farà. Ma con o senza Cruise? «Ora non può più alzare la cresta come ai tempi del primo», ha detto qualcuno della Paramount.
Bisogna ridurre gli ingaggi, come con i nostri calciatori. Uno che (così dicono i bene informati) ha accettato subito il compromesso è Brad Pitt, che sembra essersi ridotto sensibilmente il compenso per girare il nuovo western The Assassination of Jesse James by Coward Robert Ford (o più semplicemente Jesse James) in cui interpreterà il ruolo del famoso fuorilegge. Ma i problemi del bel Tom Cruise sembrano più seri. L’attore che fa impazzire le donne sembra anche in crisi di popolarità. Almeno secondo le classifiche di Q Scores, cui sono molto sensibili i magnati hollywoodiani. In questa graduatoria esclusiva il fascino di Tom è in picchiata. Due anni fa piaceva al 30 per cento degli americani, ora solo al 19, mentre i suoi «nemici» sono saliti dal 14 per cento al 31 e i soliti serprenti dicono che le prossime classifiche saranno ancora peggiori. Una vera debacle. Ora tocca a lui giocare; dato per scontato che non farà Top Gun (mentre Sylvester Stallone, Buce Willis e Harrison Ford stanno rispettivamente puntando sull’ennesimo sequel di Rocky, Die Hard, Indiana Jones) vediamo come si giocherà la sua credibilità e il suo fascino residuo.