Paranormal Activity, il film che fa svenire

Allarme per gli effetti provocati dalla pellicola horror: tremori,
attacchi di panico e vomito. E polemiche per il mancato divieto ai
minori. Il Codacons prepara azioni legali, la Mussolini si appella al
ministro Bondi. Che si riserva provvedimenti

Roma - Come sempre Aurelio De Laurentiis, il re del cinepanettone, ha fatto le cose in grande. Aveva tra le mani Paranormal Activity, il film che negli Stati Uniti ha incassato più di 7.000 volte il suo costo, e in Italia l’ha lanciato alla grande. Così, per settimane, chi sapeva dell’uscita di Avatar, il film più costoso della storia del cinema e probabilmente di maggior incasso, non poteva non sapere che stava per arrivare anche quello, se non il meno costoso (comunque una bazzecola: 15mila dollari), forse il più spaventoso dopo L’esorcista. Testimonial, del grado di paura, addirittura Steven Spielberg che, si dice, abbia dovuto interrompere la visione notturna per riprenderla il mattino dopo.

Fatto sta che De Laurentiis con la sua casa di distribuzione Filmauro ha riempito le città con megacartelloni, i giornali con intere pagine e soprattutto le tv con un martellamento di trailer che potevano produrre non tanto la curiosità quanto un vero e proprio rigetto. Che puntualmente c’è stato. Ma in senso tecnico, etimologico, pure fisico. Si dà infatti il caso che si siano verificati degli episodi di spettatori colpiti da vomito e da tremore. Il fatto che tutto sia successo a Napoli, zona d’origine di De Laurentiis oggi anche presidente della squadra partenopea, è puramente casuale. Comunque, stando a quanto riportato dal quotidiano napoletano Roma, «sabato notte si sono verificati diversi episodi di attacchi di panico durati più di mezz’ora, cosa insolita in questi casi, e talora neanche l’arrivo dell’ambulanza è servito a calmare i soggetti colpiti da crisi. Altri spettatori sono stati colpiti da vomito e da tremore. Il caso più grave quello di una ragazzina di 14 anni che, in evidente stato catatonico, è stata portata in ospedale».

Casi limite? Forse, ma Paranormal Activity è diventato comunque un caso anche da noi riuscendo - come Davide contro Golia - a spaventare il kolossal di Cameron, per via di un esordio straordinario e imprevedibile: secondo posto assoluto e 3.668.000 euro di incasso con una media per copia di ben 8.926 euro, addirittura superiore, sebbene di poco, ad Avatar. Certo ora sarà interessante vedere se funzionerà il passaparola che negli Stati Uniti ha visto il film lievitare gli incassi fino a raggiungere i 108 milioni di dollari. Un record per un film a basso costo, opera prima dell’israeliano Oren Peli emigrato diciannovenne negli States, girato in una sola settimana, a casa propria, con due attori alle prime armi e con una troupe di tre persone costituita da se stesso, la sua compagna e il suo migliore amico.

Ma ciò che conta è l’effetto e così, in seguito ai malori partenopei, sulla faccenda è intervenuto il garante regionale per l'infanzia, Gennaro Imperatore, che - come si dice in questi casi, senza saper né leggere né scrivere - ha messo le mani avanti e invocato i divieto ai minori per la visione del film. Seguito a ruota da Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui diritti dei minori, da Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, che ha lanciato un allarme al ministro per i Beni e le attività culturali Sandro Bondi, e dal Codacons che sta «studiando azioni legali a tutela degli spettatori minorenni». Ignazio La Russa, ministro della Difesa, osserva che il trailer tv andrebbe vietato almeno nella fascia protetta. Il ministero di Bondi, da parte sua, ricorda che sul film la commissione competente si è già espressa, escludendo a maggioranza il divieto ai minori, e annuncia che il ministro si riserva una verifica sulla pellicola e di adottare «provvedimenti necessari per tutelare i bambini». Quanto ai meccanismi della censura, il ministro ritiene che vadano rivisti e per questo ha predisposto un progetto di riforma.

Negli Stati Uniti Paranormal Activity è uscito con la classificazione «R» a vietare l’accesso nelle sale ai minori di 17 anni non accompagnati da un adulto. Che può servire a digitare il 118 per il soccorso immediato. Almeno per chi resta così coinvolto dalla vicenda ambientata in una casa di San Diego dove un pragmatico ragazzo decide di immortalare con una videocamera le gesta notturne della misteriosa entità con la quale suo malgrado convive.
Roba terrificante. Il rischio è che a De Laurentiis tocchi, come accadde negli anni Sessanta per il film di Corman Il pozzo e il pendolo, «assicurare il pubblico in caso di malori». Allora fu un’operazione pubblicitaria. Oggi invece una necessità?