In parapendio a 10mila metri e a -50 gradi: viva

È rimasta a lungo svenuta, poi si è lasciata trasportare dal vento

Comunque vadano i campionati di parapendio, lei ha già vinto la sfida più difficile, quella contro la morte. Ewa Wisnierska, 35 anni, campionessa tedesca di volo in deltaplano e parapendio è sopravvissuta per miracolo a una temperatura di -50°, al bombardamento di chicchi di grandine grossi come palline da tennis e alla mancanza di ossigeno quando, risucchiata ad alta quota da una tempesta, ha raggiunto l’altitudine alla quale volano i jet di linea: 10mila metri.
Non ce l’ha fatta invece il compagno di allenamento di Ewa, il cinese 45enne He Zhongpin. Il suo corpo è stato trovato a 75 chilometri di distanza dal punto in cui è atterrata, sana e salva, la campionessa tedesca, nella zona di Tamworth, 280 chilometri a Nord-Ovest di Sydney.
«Mi sentivo come una foglia in balia del vento», ha raccontato la miracolata alla tv australiana Abc, spiegando di aver fatto del suo meglio, visto che le possibilità di sopravvivenza erano minime.
Bionda, snella e con due occhi di ghiaccio, la Wisnierska è una delle 20 migliori atlete internazionali e la disavventura le è capitata mentre si allenava per i campionati del mondo che si terranno a breve a Manilla, in Australia. Durante la prova si è imbattuta in una terribile tempesta che l’ha risucchiata a 9.900 metri, là dove solo i jet possono sfrecciare senza problemi. La donna è svenuta, per il freddo polare e la mancanza di ossigeno: ed è ciò che l’avrebbe salvata, rallentando le sue funzioni vitali. Poi, dopo quasi 90 minuti, i violentissimi colpi di grandine l’hanno risvegliata: ha tolto il ghiaccio dagli strumenti e si è resa conto di essere a 9.470 metri. Con la forza della disperazione è riuscita a manovrare il suo parapendio e ha iniziato la discesa. Per aumentare il calore del corpo si è rannicchiata in posizione fetale, mentre il vento la trascinava a una velocità anche di 33 metri al secondo e, alla fine, è atterrata vicino a una fattoria. I soccorritori l’hanno trovata incolume e con i vestiti ancora coperti di ghiaccio. Di fronte a questa incredibile vicenda, c’è chi grida al miracolo. «Le sue possibilità di sopravvivenza erano pari a una goccia nell’oceano» ha spiegato Godfrey Weness. L’organizzatore della gara ha però precisato quanto sia stata importante la freddezza con la quale la campionessa ha saputo reagire. Ma per lei quei tremendi 90 minuti sembrano far parte già del passato. La disavventura non le ha fatto passare la voglia di librarsi nell’aria ed Ewa è già pronta per la prossima gara.