Una parata di stelle per «salvare» la famiglia

Da noi è conosciuta in misura minore rispetto ai paesi anglosassoni ma il cinema, certamente, rilancerà l’appeal, sul lettore, della saga de Le cronache di Narnia, scritta da C. S. Lewis in sette volumi, il primo dei quali fu quel Il leone, la strega e l’armadio, già nei cinema. Storie pensate per i piccoli con una buona dose di valori che ben si identificano nel Leone Aslan, l’animale che in questa prima avventura si immola e risorge per salvare il popolo da distruzione certa. Il mondo di Narnia è abitato da personaggi mitologici come minotauri, fauni, centauri, ciclopi, immersi in una sorta di medioevo. In questo mondo domina una strega Bianca che ha pensato bene di congelare tutto il paesaggio impedendo al Natale di arrivare. Una antica profezia identifica proprio nei quattro fratellini Pevensie gli eroi predestinati a restituire la pace; ma non sarà una passeggiata. Il film è decisamente natalizio, nel senso che sono state ripulite le scene più cruente ed alcuni passaggi del libro, per confezionare un prodotto adatto alle famiglie. Siamo perciò distanti dalle atmosfere de Il Signore degli Anelli (il paragone non è casuale visto che Lewis e Tolkien erano grandi amici, influenzandosi reciprocamente) di cui questo film è una pallida creatura. I protagonisti giovani, oltretutto, mancano di carisma e non emanano simpatia. Parole d’amore, con Richard Gere e Juliette Binoche parla di una famiglia in crisi che aggrappandosi alla sua componente più piccola cerca di sottrarsi a un destino che sembra già scritto. La giovane Eliza ha una dote particolare: è brava a fare lo spelling delle parole, tanto da prepararsi per una competizione nazionale chiamata Spelling Bee. Di questo talento è orgoglioso il padre (Richard Gere) che fa di tutto per incoraggiare la piccola; lui è professore di studi religiosi e la sceneggiatura ce lo ricorda ogni due per tre infarcendogli i dialoghi di sermoncini mistici che sembrano fatti per le festività natalizie.
La madre è una donna fragile mentre il primogenito sta meditando di salutare tutti e scappare di casa. Una casa sull’orlo di una crisi di nervi resa molto meglio sulla carta dall’omonimo romanzo di Myla Goldberg, da cui il film è tratto, storia che sul grande schermo, ha un effetto meno accattivante. Jennifer Aniston è la protagonista di Vizi di famiglia, pellicola che prende spunto da Il Laureato di Mike Nichols.
Al matrimonio della sorella, Jennifer scopre che la madre, una settimana prima di sposarsi era fuggita con un altro uomo salvo poi fare dietrofront. Jennifer inizia una sorta di indagine per capire se l’uomo che ha accettato come suo futuro marito sia quello della sua vita. I film più visti a Milano dal 19 al 25 dicembre
1) Le cronache di Narnia; 2) Natale a Miami, 3) Ti amo in tutte le lingue del mondo; 4) King Kong; 5) Memorie di una geisha; 6) Harry Potter e il calice di fuoco; 7) A history of violence; 8) Broken flowers; 9) Vizi di famiglia; 10) Mr. e Mrs. Smith.