Parcelle non pagate da sei mesi A Regina Coeli medici in rivolta

Nel carcere garantite solo le urgenze, chiusa la camera operatoria

Assistenza sanitaria a rischio a Regina Coeli. I medici penitenziari convenzionati del carcere romano sono in sciopero da quattro giorni per protestare contro il ritardo di più di sei mesi nel pagamento delle parcelle. In agitazione sono anche i 25 infermieri della cooperativa che lavora nel carcere (che garantiscono oltre il 50 per cento dell’assistenza sanitaria) perché anche loro, dallo scorso agosto, non percepiscono gli stipendi. Al momento vengono garantite solo le urgenze, mentre resta chiusa la camera operatoria e sono sospesi gli interventi chirurgici. Vengono fornite le consulenze psichiatriche, infettivologiche e la fisioterapia, ma l’ultima sessione di interventi chirurgici è stata effettuata martedì pomeriggio, poi il blocco. «Una situazione di estrema difficoltà - ha detto il garante regionale dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni - soprattutto se si considera che il carcere di Regina Coeli è uno dei Centri Diagnostici e Terapeutici nazionali, con detenuti qui trasferiti da tutta Italia e in attesa di visite o interventi anche di una certa entità da mesi». Lo scorso dicembre Marroni aveva denunciato che le ragionerie di diverse carceri del Lazio non avevano fondi sufficienti e per questo medici, infermieri e il resto del personale sanitario era rimasto senza stipendio. «Ho sollecitato il nuovo provveditore del Lazio a trovare urgentemente una soluzione - ha spiegato -. Auspico un immediato intervento per pagare le spettanze arretrate».