Parcheggi dei metrò, i pendolari li "snobbano"

In sette posteggi di Atm in corrispondenza di bus e metropolitane ogni
giorno ci sono circa 3mila posti liberi In piazza Einaudi solo il 24% è
occupato, Quarto Oggiaro è deserto. Salvini: «Abbassare o abolire le
tariffe»

La sosta selvaggia in doppia fila, negli spazi vietati e sui marciapiedi mandano Milano nel caos, e intanto sette parcheggi di interscambio gestiti dall’Atm restano deserti. In tutto sono 2.807 i posti auto tra multipiano e aree a raso che dal lunedì al venerdì non sono occupati nemmeno per un’ora al giorno. Circa uno su cinque dei 15.520 disponibili in corrispondenza con metropolitane e mezzi di superficie che, se gestiti opportunamente, potrebbero contribuire in modo decisivo a snellire il traffico cittadino. E se una parte dei 17 parcheggi Atm durante la settimana sono sempre utilizzati, altri restano inesorabilmente vuoti a causa delle tariffe che scoraggiano i pendolari. Caso emblematico il multipiano di piazza Einaudi, a pochi metri dal Pirellone, che conta la bellezza di 730 posti auto. Eppure l’indice di occupazione nei giorni feriali (cioè il numero di spazi occupati almeno per un’ora al giorno) è soltanto del 24 per cento: tradotto significa che 555 spazi non sono mai utilizzati. Anche se il record negativo spetta a Quarto Oggiaro, in grado di contenere 540 veicoli, con un indice di riempimento medio dello 0% netto.
Molto deludente anche il risultato di Crescenzago, una vasta spianata in corrispondenza della linea verde, con un’occupazione di solo il 16 per cento e 454 spazi su 540 sempre vuoti. Altri tre i parcheggi a raso snobbati regolarmente dai pendolari: Lorenteggio, al 2 per cento pari a 402 aree libere su 410, Forlanini al 28 per cento (163 posti vuoti) e San Leonardo al 29 per cento (163). E non fa molto meglio il multipiano di viale Caterina da Forlì, in zona Forze Armate, che si ferma al 30 per cento, cioè solo 120 spiazzi occupati su 400. Non tutti i parcheggi di interscambio ovviamente sono sinonimo di spazi vuoti, a dimostrazione del fatto che se gestiti in modo opportuno i milanesi sono pronti a lasciarvi la macchina per prendere il metrò. Bisceglie e Molino Dorino raggiungono entrambi un indice d’occupazione pari al 117 per cento. Tradotto, significa che sul 17 per cento degli spazi complessivi, in una giornata si alternano due auto. Tenendo conto che la capienza è rispettivamente di 1.350 e 1.660 veicoli, i numeri sono da record. Livelli d’occupazione molto alti anche a Famagosta, con il 116 per cento e una capienza di 2.200 unità, Lampugnano con il 115 per cento (1.800 posti) e San Donato con il 111 per cento (1.940).
Anche se meglio di tutti fanno due parcheggi a raso dell’hinterland, ai rispettivi capolinea della verde: Gessate con il 130 per cento (440 posti) e Cologno con il 124 per cento (620 posti). Tre invece le aree di sosta dell’Atm a metà classifica: Cascina Gobba all’88 per cento (166 posti inutilizzati su 1.380) e Romolo multipiano al 96 per cento (11 su 270), mentre Romolo raso si attesta al 103 per cento. A fare la differenza sono spesso le tariffe. In piazza Einaudi si pagano infatti 1,50 euro per un’ora, 3,10 euro fino a tre ore e altri 50 centesimi per ogni ora successiva. A Gessate e Cologno Nord 50 centesimi fino a quattro ore e 1,60 euro per durate superiori. A Lorenteggio la tariffa massima è di 1 euro, mentre in tutti gli altri parcheggi è di 1 euro fino a quattro ore, 1,60 euro fino a otto ore e 2,10 fino a 13. Per il capogruppo della Lega nord in Consiglio comunale, Matteo Salvini, «i parcheggi d’interscambio a pagamento che restano sempre deserti vanno resi al più presto gratuiti, a partire da quelli di via Rizzoli e via Falck. L’Atm e il Comune devono prendere atto del fatto che alcune delle aree per la sosta sono state progettate male e dunque sono poco appetibili. Mentre se si riuscisse a renderle più affollate abbassando o abolendo le tariffe diminuirebbero il traffico e il numero dei veicoli che circolano per Milano».