Parcheggi e bagni in mano ai rom

È pianeggiante, comodo senza alcuna barriera che possa scoraggiare anziani e portatori di handicap. Si presenta così il cimitero Biacca in via del Santuario della Guardia. Entrando si ha subito l'idea che l'ordine è una regola ben rispettata. Eppure qualche problema in questo cimitero c'è: la mancata ristrutturazione. Non è certamente poco se si pensa che sotto il porticato, sia nel lato destro che in quello sinistro, le infiltrazioni di acqua hanno fatto non pochi danni. È l'intonaco il malato cronico di questo cimitero. Ma ad «ammalarsi» sono anche i colombari (loculi) per le perdite di acqua, che inesorabili fanno il loro corso. La pioggia e l'umidità rischiano poi di rendere instabili le mattonelle a terra del camposanto. Rischio che qualcuno si faccia male. «È l'acqua il nemico numero uno di Biacca - tuona Giovanni, ex geometra in pensione -. Ma è anche vero che se si interviene e si fa regolare manutenzione, certe situazioni possono essere tranquillamente evitate. Non ci dimentichiamo che questo è un luogo sacro e come tale merita ogni forma di rispetto. Ma a quanto pare l'amministrazione comunale sembra averlo dimenticato». Ai piedi del Santuario della Madonna della Guardia, Biacca non può dirsi certo un piccolo cimitero di vallata; con i suoi quattro campi trentennali, colombari, ossari e tombe di famiglia, viene considerato dagli addetti ai lavori, il cimitero per estensione più grande della Val Polcevera. «Sarà anche il più grande della vallata, ma i problemi non mancano - chiarisce Adele -. Abito a due passi da qui e vedo benissimo quello che accade con una certa regolarità. E sono pronta a scendere in strada per combattere e difendere questo territorio. Parlo dei rom, delle loro roulotte e del degrado che si portano dietro. Sono riusciti a impadronirsi anche dei parcheggi poco distante dal cimitero. Questo significa che arrivano, si sistemano alla meglio, fanno i loro comodi, sporcano e soprattutto usufruiscono dei servizi igienici del cimitero, lasciandoli in condizioni pietose. Fortuna poi che ogni tanto qualcuno si ricorda di farli sgombrare. Ma appena possono ritornano. Il fenomeno è evidente, ma se non si interviene con determinazione, si sentiranno autorizzati a fare ciò che vogliono. Chiaramente queste cose si sanno, ma si fa finta di niente». Insomma l'assedio dei rom non ha risparmiato neanche il cimitero Biacca. «Le sbarre sono state già rotte, hanno fatto saltare lucchetti per delimitare il loro spazio - non risparmia Roberto, impiegato di una ditta della zona -. E per di più hanno creato tutte le condizioni affinché venissero chiusi i bagni esterni del cimitero. Attraversano la strada e arrivano direttamente davanti al campo santo. Questo sotto gli occhi di tutti. Chiediamo più controlli perché qui, noi ci viviamo, ci lavoriamo e vogliamo stare tranquilli, anche e soprattutto, quando i nostri parenti e amici vanno al cimitero a far visita ai loro cari».