Parcheggi in Sant’Ambrogio, indagini sul cantiere

La settimana «orribile» di Palazzo Marino non si chiude con l’inchiesta sulle presunte irregolarità nel sistema delle consulenze esterne. Un altro fronte giudiziario rischia di investire il Comune. Quello dei parcheggi.
Il pubblico ministero Paola Pirotta, infatti, ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di violazione della legge per la tutela dei beni archeologici e ambientali, per gli scavi aperti accanto alla basilica di Sant’Ambrogio. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti, ma la Procura intende verificare che non ci siano state irregolarità sia nell’assegnazione dell’appalto, che nella realizzazione dei lavori. Un progetto, quello dell’autosilo da 470 posti sotto la piazza della basilica, voluto dall’amministrazione dell’ex sindaco Gabriele Albertini, e fortemente osteggiato dall’opposizione in consiglio comunale.
E non è l’unico cantiere ad aver attirato l’attenzione della magistratura. Qualche giorno fa, infatti, la stessa Pirotta ha ordinato il sequestro di documenti relativi al parcheggio sotterraneo di via Ampère. Proprio sui danni causati da quei lavori agli edifici circostanti, e su possibili violazioni di legge nella realizzazione, all’inizio dell’anno i residenti avevano scritto una lettera aperta al sindaco Letizia Moratti, in cui si parlava di «case lesionate e fondamenta danneggiate», oltre che di «eccessiva profondità dello scavo», della «falda idrica in continua risalita già verso gli 11 metri», e dell’«estrema vicinanza dello scavo alle abitazioni».
L’inchiesta è solo all’inizio. Ma, in questo momento, non aiuta a diradare le nubi sopra Palazzo Marino.