Parcheggio a pagamento significa rincari in vista

Cosa significa l’Area Blu? Prima di tutto l’Area Blu significa versare 25 euro all’anno per un servizio che dovrebbe essere già previsto con il pagamento della tassa di circolazione del veicolo; ma questo sarebbe il meno. Il punto più grave è la certezza che pagheremo 25 euro per avere un servizio che non sarà sicuramente migliore di quello attuale: pagheremo, ma continueremo ad avere gli stessi vantaggi di prima, ossia una situazione da «parcheggio selvaggio». Gli incaricati di Genova Parcheggi interverranno per i primi due mesi, al fine di tutelare i residenti; e poi tutto tornerà come prima, perché il loro compito sarà soltanto quello di tutelare il rispetto dei parcheggi a pagamento. Il punto più dolente, su cui si rileva lo stile del governo della città, è però quello dei parchimetri: due euro, ossia circa 4.000 lire, all’ora, come non si riscontra in alcuna città italiana (se non nelle zone del Centro).
Per coloro che vengono a lavorare da altre zone, come baristi, commesse, ecc., si tratta di un vero salasso, soprattutto perché questi non hanno certo grandi stipendi. Un commesso o un barista o un meccanico, che guadagna 900-1000 euro, in un mese viene a spendere una somma ragguardevole (almeno 350 euro). Seguendo il consiglio dell’assessore Merella, dovrebbero tutti utilizzare il mezzo pubblico; non tutti però hanno il lavoro sotto casa, e questo li costringerebbe sicuramente ad alzarsi almeno un’ora prima ed a rientrare un’ora dopo. Se poi ci soffermiamo a considerare la frequenza e la regolarità dei mezzi pubblici comprendiamo quanto sia evidente la beffa dei mezzi pubblici. È così tutte le conseguenze ricadono, come al solito, sui più deboli, mentre la colpa ricade sempre sul governo Berlusconi, reo di aver tagliato i fondi agli enti locali e di aver fatto di tutto per ottenere l’approvazione di quelle leggi che potevano andare a suo favore.
La conseguenza più immediata ed evidente sarà questa: l’aumento dei prezzi dei negozianti ed aziende che, per decisione del Comune, dovranno ripagarsi di questo incremento delle spese ma soprattutto della diminuzione delle vendite spiegandola con «fuga» dei clienti, di fronte al deterrente della multa.
Questa Sinistra, che non è in grado di gestire una città come Genova, comanda e decide con arroganza e affida ad una società «privata», la Genova Parcheggi, il compito di gestire un’operazione che è stata avviata «al buio», senza avere chiara consapevolezza delle sue conseguenze. La Foce è una zona complessa e difficile, nella quale, accanto ad edifici di civile abitazione, troviamo piccole aziende commerciali e di servizi. Come è possibile avviare un Piano parcheggi senza consultare minimamente i residenti, ma facendo «piovere» dall’alto una serie di innovazioni che sono già state ampiamente contestate dalla popolazione?
Come può il Comune di Sinistra impegnarsi con una società, come Genova Parcheggi s.p.a., di cui non si conoscono i responsabili? Come può proprio la Sinistra coinvolgere nella gestione della città una ditta privata? Sono tutti interrogativi che attendono (e finora invano) una risposta.