Parcheggio a Sant’Ambrogio Moratti indagata, il pm vuole archiviare

Il sindaco Letizia Moratti è indagata in relazione al cantiere del parcheggio in piazza Sant’Ambrogio. La procura però ha già chiesto l’archiviazione dell’inchiesta e per il momento il giudice si è riservato.
L’indagine è nata dagli esposti dell’associazione Italia nostra a e del Comitato di cittadini impegnati nella tutela di piazza Sant’Ambrogio contro la realizzazione del garage sotterraneo di cinque piani per 581 posti già al centro di svariate polemiche. Nel settembre 2009 il pm Paola Pirotta aveva iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio Alberto Artioli, soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Milano, e Mario Turetta, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici. In sostanza veniva contestato loro il via libera all’esecuzione delle opere nella presunta violazione delle normative ambientali in un luogo sottoposto a tutela. Il pm ne aveva poi chiesto l’archiviazione perché tale vincolo riguarda la piazza come bene culturale, ma non il sottosuolo, per cui il parcheggio è stato ritenuto «incompatibile con il carattere storico e artistico della piazza», si leggeva nel documento. Poi però nel fascicolo era comparso anche il nome di Letizia Moratti con le ipotesi di violazione dell’articolo 170 del Testo unico sui beni culturali e di danneggiamento aggravato in relazione alla costruzione della rampa di accesso al parcheggio. E nell’istanza di sequestro del parcheggio, Pirotta motivava le accuse sostenendo che «il provvedimento della giunta (sul cantiere, ndr) in sé già deteriora il bene protetto di interesse storico e artistico». Il gip, però, aveva rigettato la richiesta, evidenziando la «discrezionalità delle scelte dell’amministrazione». Per cui Pirotta il 9 luglio aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta a carico della Moratti. Contro la richiesta Italia nostra ha presentato un’opposizione che è stata discussa ieri. La parola passa ora il gip Gaetano Brusa.