Parcheggio con vista su San Pietro: residenti pronti a fermare le ruspe

Un’intera collinetta, che da via Angelo Di Pietro sale fino a via Pio IV, sta per essere sventrata. Al suo posto spunterà un mostro sotto forma di parcheggio, alto quattro piani e esteso 9.500 metri quadrati. Accade alle spalle del Vaticano appena sotto via Piccolomini, il più bel terrazzo naturale su San Pietro. Ovvio che gli abitanti siano infuriati neri, per usare un eufemismo. «Qui originariamente un più attento Piano regolatore - dicono al comitato “Aurelio per la difesa dell’ambiente” - destinava l’area a verde pubblico».
Poi si sa come vanno queste cose. Solo che dal punto delle comunicazioni e dei rapporti con l’amministrazione, Comune innanzitutto e Regione, sono successe cose strane o che tali sono apparse ai residenti. Il Consiglio di Stato il 29 luglio di tre anni fa sospende la licenza edilizia per il parking multipiano, in attesa che la Regione effettui la valutazione di impatto ambientale. «Come comitato il 7 novembre del 2003 - racconta Mario Gaudini il presidente del comitato - chiediamo di essere informati per avanzare le nostre osservazioni». Ma? «La Regione ci comunica l’11 marzo 2004 che la perizia del servizio geologico regionale era già stata effettuata. In pratica - aggiunge - la perizia ha tenuto conto del progetto presentato e degli ulteriori elementi forniti dalla società costruttrice».
Tra l’11 marzo e il 29 aprile 2004, il giorno del rilascio dell’autorizzazione a costruire, raccomandate, fax e telefonate del comitato restano senza risposta.
E veniamo alle perizie. Malgrado tutto, quella della Regione definisce «l’impatto geologico e idrogeologico» sull’area «medio alto», tenendo conto che nonostante le indagini resterebbero «margini di incertezza» su quello che potrebbe realmente accadere durante o dopo i lavori. «Poi però i periti - continua Gaudini - nel documento ci fanno la grazia di abbassare la soglia di rischio mediante alcune prescrizioni, individuando per i fabbricati di via Pio IV soluzioni “per ridurre gli spostamenti indotti sugli edifici”».
Chiaro che queste parole non hanno tranquillizzato quelli che negli edifici su cui potrebbero essere «indotti» gli spostamenti ci abitano, non si sono tranquillizzati. Nella perizia depositata al Tar il consulente tecnico d’ufficio - il Ctu - ha evidenziato che la zona a monte del parcheggio «è quella in cui si riscontrano i maggiori problemi sia dal punto di vista progettuale, sia in sede costruttiva; ma la questione non è stata ulteriormente approfondita perché non era tra i quesiti posti.
La realizzazione del parcheggio prevede anche l’impianto di enormi tiranti. «Non consentiremo queste installazioni nei nostri terreni», promettono al comitato. Anche se, sempre secondo i residenti, un’area di proprietà dei condominii sarebbe già stata transennata dalla società costruttrice. «Un atto di prevaricazione» è l’opinione di Mario Gaudini.