Parchi e poltrone, guerra ecologista

«Legambiente lottizza tutto». Italia Nostra e l’associazione «Verdi ambiente e società» vanno già duri. Una rottura che va oltre il caso specifico. E investe un certo sistema di potere. La scintilla è stata la nomina, fatta dalla giunta regionale, di due rappresentanti degli ecologisti nei consigli direttivi del Parco di Veio e di Roma Natura. Tutti e due esperti indicati da Legambiente. Così tra l’associazione ecologista più importante, e più targata politicamente, e gli oppositori siamo ormai agli insulti. Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ha bollato i contestatori come «incapaci di leggere, accecati dalle loro egoistiche presunzioni». Italia Nostra e Vas parlano espressamente di «delirio di onnipotenza» da parte di Legambiente.
La vicenda è questa. Il Tar ha sospeso i decreti di nomina, firmati dal presidente della giunta regionale Piero Marrazzo, di Mauro Veronesi per Roma Natura e dell’architetto Enrico Pane per Veio, entrambi sponsorizzati da Legambiente, accogliendo così i ricorsi presentati da Italia Nostra e dai Verdi ambiente e società su presunti vizi di legittimità. La Regione Lazio non avrebbe tenuto conto «né della maggioranza delle candidature né dei curricula più rispondenti ai criteri prescritti dalla legge».
Di certo la giunta Marrazzo non ha ritenuto degna di nota la candidatura di Mirella Belvisi, Italia Nostra, nome storico dell’ambientalismo romano, già consigliere comunale ai tempi di Rutelli e entrata nel cono d’ombra per la sua opposizione a certe scelte urbanistiche, designata da ben 8 associazioni (la maggioranza) a Roma Natura. Lo stesso è accaduto per il parco di Veio anche a Rodolfo Bosi (Verdi ambiente e società), che da vent’anni segue ogni vicenda e problema del grande parco sulla Cassia. Ignorato.
E a fare la fronda, è il caso di dire, sono per l’appunto Italia Nostra e i Vas. Lorenzo Parlati (Legambiente Lazio) contrattacca e li accusa «di non occuparsi più di parchi, ma solo delle loro poltrone»: «Quando le nomine - dice - non sono le loro sono automaticamente illegittime». Replica Rodolfo Bosi (Verdi ambiente e società): «Noi al contrario di Legambiente non abbiamo mai avuto assessori all’Ambiente, dirigenti di aziende pubbliche, deputati e senatori. Per il caso in questione ci interessa soltanto la migliore o quanto meno corretta gestione delle aree protette nel Lazio».
Come andrà finire? A Legambiente sono certi che Piero Marrazzo riproporrà i due decreti con i nomi di Mauro Veronesi e Enrico Pane. I ribelli esigono invece che la Regione Lazio riesamini «tutte le designazioni presentate nel 2005 dalle associazioni ambientaliste» tenendo conto dei meriti e dell’esperienza, più che delle tessere. La battaglia è solo all’inizio.
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