Parchi senza sigarette, si parte a settembre

Il sindaco: «Cominciamo con le zone riservate ai bambini». D’accordo i
Verdi: «Niente fumo, neanche all’aperto» L’assessore Landi pensa già a
docce pubbliche come a Central park, ad alberi anti allergia e a
percorsi benessere

«Potremmo partire dall'inizio di settembre». Il giorno dopo aver lanciato l'idea, l'assessore comunale alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna, pensa già alla tabella di marcia per arrivare quanto prima al divieto assoluto di fumare nei parchi di Milano. «Non penso solo a un'ordinanza che sancisca il divieto - dice -, ma a un progetto integrato di riqualificazione delle aree verdi». Da discutere con il sindaco, Letizia Moratti, e i colleghi Maurizio Cadeo (Arredo urbano) ed Edoardo Croci (Mobilità). «Un piano di così vasta scala avrebbe bisogno di maggior tempo - precisa -. Ma se per cominciare partissimo con una semplice ordinanza potremmo essere pronti per la fine di luglio, in modo che diventi operativa a settembre». L'obiettivo non è solo proibire le sigarette all'interno dei parchi cittadini, ma trasformare questi ultimi in «oasi di benessere». Luoghi che, sull'esempio di Napoli, Verona, Bolzano, Buccinasco e molte città della California, «possano essere goduti da tutti i cittadini». Dal parco Sempione al parco Nord, tutte le aree verdi dovrebbero contenere alberi che non provochino allergie, percorsi per il fitness, spazi dove incontrare nutrizionisti e allenatori per sport di gruppo, ristoranti e bar che servano menu salutistici. E poi docce pubbliche a disposizione di tutti, «proprio come a Central Park». Il successo del bike sharing testimonia una maggiore attenzione per i temi ambientali, «allora è giunto il momento di ripensare il verde, trasformandolo in motore della salute. Sono sicuro che i cittadini la prenderebbero bene - prosegue l'assessore -. Perché da una parte proibiremmo di fumare, ma dall'altra offriremmo loro parchi più belli e ricchi di servizi». L'idea ha già riscosso successo a Palazzo Marino. E il consenso è bipartisan. Se il sindaco Moratti spiega che la sperimentazione «potrebbe partire nelle zone riservate ai bambini e in quelle aree in cui siamo in grado effettivamente di garantire un controllo, in modo da non lanciare un annuncio positivo ma al quale poi non faccia seguito un effettivo controllo», dall'opposizione arriva un applauso alla proposta della giunta. «Condivido la politica di contrasto al fumo in termini generali - spiega il capogruppo dei Verdi, Enrico Fedrighini - ma soprattutto mi sembra giusto che anche all'aperto chi mangia o riposa su una panchina non sia disturbato dall'odore delle sigarette. Ma non credo che sarebbe giusto riempire i parchi di servizi, basterebbe che i pochi che ci sono funzionassero bene. E che l'aria intorno al verde pubblico diventasse più respirabile. Per questo mi auguro che l'Ecopass sia rilanciato quanto prima». Anche per il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino, «l'iniziativa è opportuna, specialmente nei luoghi frequentati dai bambini. Capisco le perplessità di qualcuno, ma occorre essere elastici e vedere come va». Si concentrerebbe sulla prevenzione, «specialmente a scuola», invece, il numero uno del Pdl in consiglio Giulio Gallera: «Penso che almeno all'aria aperta la gente debba essere lasciata libera. E poi, se proibiamo le sigarette dovremmo anche fermare automobili e autobus. Sarebbe più opportuno spiegare ai ragazzi che è meglio non cominciare a fumare». Critico l’assessore Giovanni Terzi: «È una proposta da Don Abbondio. Bene Sirchia sulla raccolta dei mozziconi». Da parte sua, il Codacons - che nel 2007 aveva lanciato l'appello poi raccolto da Napoli - plaude all'iniziativa e rilancia: «Il fumo va proibito anche fuori da scuole e asili - conclude il presidente, Marco Donzelli -. E anche nelle auto, per motivi di sicurezza. È sufficiente una sola sigaretta per trasformare una vettura in una camera a gas».