Parco della Caffarella il futuro è in bilico: i residenti temono che salti l’esproprio

Al Teatro Don Orione per discutere sul futuro del parco della Caffarella. Questo è l’invito che Susi Fantino, presidente del IX Municipio ha rivolto a tutti, politici e semplici cittadini. La valle della Caffarella, l’area più bella del Parco regionale dell’Appia Antica, è stata proprietà della Fondazione Gerini fino al marzo del 1997, anno in cui la giunta comunale ha approvato un primo procedimento espropriativo che si è concluso con un’ordinanza di esproprio definitivo il 3 marzo 2005; si era realizzato un sogno per molti: lo storico casale della Vaccareccia, altri manufatti e 40 ettari della valle erano diventati finalmente pubblici. Una conquista soprattutto del comitato per il Parco della Caffarella, l’associazione di volontariato nata 22 anni fa con lo scopo di rendere l’area fruibile al cittadino. Ma i festeggiamenti sono subito smentiti: per l’immissione nel patrimonio comunale dei beni espropriati è necessario un atto amministrativo entro il 3 marzo 2007 altrimenti il tutto tornerà nelle mani dei vecchi proprietari, vanificando i finanziamenti finora impiegati.
«Sarebbe come tornare al punto di partenza, non possiamo permetterlo», afferma Rossana de Stefani, presidente del comitato per il Parco della Caffarella. La Fondazione Gerini fa presente che nel caso di retrocessione dei beni ristrutturerà il casale della Vaccareccia rendendolo un agriturismo. Di fatto una Caffarella ristrutturata dal Comune e data di nuovo ai privati. A placare gli animi interviene Dario Esposito, assessore comunale all’Ambiente, leggendo una lettera di Veltroni il quale assicura che entro la prossima settimana verrà completato l’iter di esproprio. «Ora il problema principale è la gestione del parco - afferma Esposito -. È sorprendente pensare che a poca distanza dal Campidoglio si produce il formaggio come una volta! La scelta più giusta sarebbe quella di far rimanere l’area agricola senza alterare la sua natura». Dello stesso avviso i presidenti dell’XI e del IX Municipio, Andrea Catarci e Susi Fantino, definendo la gestione del parco come uno dei primi punti da inserire nell’agenda politica. «Sarebbe un’iniziativa interessante trovare finanziamenti per creare un centro di ricerca che unisca parco naturale e archeologico, fornirebbe un valore aggiunto a Roma», questa l’idea di Vittoria Calzolari professoressa all’Università La Sapienza.