Il Parco delle cave resta a Italia Nostra per almeno 5 anni

Passa la delibera: anche le altre associazioni possono usufruire dell’area

Il Parco delle Cave continuerà ad essere amministrato da Italia Nostra, ma le associazioni presenti nell’area verde avranno la possibilità di stipulare contratti direttamente con l’amministrazione comunale, perché, come ribadito dall’assessore Maurizio Cadeo, «per noi non esistono figli di un Dio minore». L’approvazione della delibera di indirizzo per l’accordo di collaborazione tra il Comune e l’associazione - 34 voti favorevoli e 15 astenuti - è arrivata solo in tarda serata, dopo un dibattito di diverse ore e la presentazione di 22 emendamenti, 13 dei quali approvati all’unanimità o a larga maggioranza.
Un finale che arriva dopo mesi di polemiche riemerse anche durante il dibattito in Consiglio: «Vogliamo trasformare un modello già buono in eccellente» ha dichiarato Giulio Gallera, capogruppo di Forza Italia. Una linea ribadita anche da Carlo Fidanza di An: «Tramite la collaborazione diretta vogliamo dare alle associazioni presenti nel parco la possibilità di dotarsi di piccoli servizi e strutture necessarie allo svolgimento delle loro attività».
«In un’orchestra complessa ci vuole un direttore - è stata la replica di Enrico Fedrighini dei Verdi - altrimenti il Parco delle Cave rischia di tornare in mano agli spacciatori, come dieci anni fa». Nell’opposizione qualcuno ha azzardato scenari ancora più cupi: «C’è il rischio di una balcanizzazione del parco» ha dichiarato Basilio Rizzo.
Il Parco delle Cave sembra aver provocato discussioni anche all’interno del centrodestra se, come affermato da Salvatore Pasquale dell’Udc, «tra noi capigruppo c’è stato qualche momento di tensione». Acqua passata, ormai, dal momento che la delibera finale, edulcorata da svariati emendamenti, sembra soddisfare tutti.
Italia Nostra continuerà ad occuparsi della pianificazione, progettazione e manutenzione del parco, ma altre associazioni potranno trattare direttamente con il Comune per le materie finalizzate «allo svolgimento delle attività coerenti con il proprio fine associativo» (ma gli emendamenti votati ieri circoscrivono i settori oggetto di questi accordi). Il Comune, inoltre, all’atto della stipula del contratto con l’associazione, dovrà indicare i criteri con cui intende regolare i rapporti con le realtà presenti nel Parco.
La convenzione durerà cinque anni, con la possibilità di un ulteriore rinnovo di tre, previo reperimento delle risorse finanziare da parte della giunta. «Spero che in futuro questo modello possa essere sperimentato anche per altri parchi» ha detto il presidente della commissione parchi e giardini Fabrizio De Pasquale.
La conclusione della querelle piace anche al Comitato di salvaguardia: «Con queste modifiche vi sono le condizioni per garantire il ruolo di Italia Nostra come gestore del processo di sviluppo del Parco delle Cave».