Parco del Grugnotorto È scontro nell’Unione

Silvia Villani

Più che un consiglio comunale sembrava una battaglia verbale tra acerrimi nemici. Peccato che la «lotta» non stesse avvenendo tra centrodestra e centrosinistra ma all’interno dell’Unione, in questo caso davvero disunita come non mai. A scaldare gli animi nel parlamentino di Cinisello Balsamo, l’approvazione dello statuto del parco agricolo sovracomunale del Grugnotorto. Discussione e voto che si preannunciavano «caldi». Già dall’intervento di esordio del capogruppo della Margherita, Pasquale Napoli, la tensione era salita alle stelle. «Perché non costruire all’interno dell’area protetta case ecologiche o un circuito di guida sicura? Non bisogna ingannarci dicendo che quello è un parco fruibile come il parco Nord», ha detto. L’intervento però non ha fatto piacere a Gaetano Massa, capogruppo di Rifondazione comunista. «Sfido chiunque a dire che il Grugnotorto non è un parco. Il capogruppo della Margherita si dovrebbe ricordare che la tutela del verde era parte del programma politico di tutti», gli ha risposto subito. Ad aggravare la situazione ha fatto seguito la la minaccia dell’assessore al Bilancio dei Verdi, Roberto Mauri, di abbandonare i lavori del consiglio dopo un litigio con il sindaco. Le divisioni si sono viste anche durante le votazioni sulla ventina di emendamenti presentati da Forza Italia che mette in evidenza la spaccatura della maggioranza di centrosinistra e secondo la quale «quando il parco partirà, diventerà un business e i vari litigi non sono che il tentativo di poter ottenere la carica di direttore della futura area». «Lo statuto - spiega Giuseppe Petrucci, capogruppo azzurro - è d’altronde troppo debole. È previsto un unico revisore dei conti e l’assemblea consortile dovrà sia redigere il rendiconto finanziario che controllarlo».