Il Parco della Musica? «Un porto sicuro»

Saranno gli «Argonauti» di Barberio Corsetti a inaugurare a settembre «Metamorfosi» la rassegna dedicata a circo e teatro di strada

Francesca Scapinelli

Le parole latine «ad urbem ornandam» che si leggono nell’epigrafe alle spalle di Giorgio Barberio Corsetti, mentre parla del festival «Metamorfosi», si prestano a indicare una delle finalità della manifestazione, quest’anno alla quarta edizione. Sì, perché «Metamorfosi», all’interno dell’Estate Romana, in fondo serve «per abbellire la città», per ornarla e con essa rendere più grande la cultura e la bellezza del Paese e dei Paesi degli artisti che, dal 4 all’11 settembre, animeranno all’auditorium Parco della Musica gli spettacoli di un programma ancora più fitto degli scorsi anni.
Si colloca in quella «strana» zona - così la definisce il regista romano Barberio Corsetti - ai confini tra il teatro e il circo, l’offerta multiculturale della Compagnia Fattore K. e della fondazione Musica per Roma (alla sua prima produzione teatrale): 14 spettacoli che si impadroniranno degli spazi sia interni che esterni dell’Auditorium, dalle sale ai giardini, dalla cavea al viale di ingresso. Barberio Corsetti mostra un grande apprezzamento per il Parco della Musica, opera di quel Renzo Piano che non a caso accosta a Efesto, il dio autore della reggia in cui giungono gli Argonauti (e «Argonauti» è proprio lo spettacolo da lui messo in scena per la prima volta). «L’Auditorium è un luogo bello, senza tempo ma moderno, uno spazio di libertà che ci appartiene - dice -. Mi entusiasma usare la cavea così com’è, senza palcoscenico, sul marmo voluto da Piano, le mura che lasciano vedere i cancelli e, dietro gli spettatori, quelle cupole che mi sembrano tre carapaci».
«Metamorfosi» si inaugura domenica 4 (alle ore 17, ingresso gratuito ad eccezione di «Laissez-porter» per cui l’ingresso si paga due euro, un prezzo d’eccezione). All’esterno, ma con varie incursioni nell’Auditorium, si esibiscono due clown dalla comicità assurda e irresistibile, i BP Zoom, e Mathieu levavasseur con «Le chariot», esibizione tra il circo e il teatro di strada. In sala Petrassi si alternano il duo di danza acrobatica Fanny Soriano e Jules Beckman e «Voar», la danza eterea e spettacolare del portoghese João Paulo Pereira dos Santos. La sera (20.30 e 22.30) vede invece protagonisti due maghi della danza acrobatica come David Soubies e Simon Tierré, originali ideatori di performance in cui si fondono la capoeira brasiliana, l’hip hop e l’acrobazia. In sala Santa Cecilia, la «sala grande», i sei artisti della compagnia XY inscenano «Laissez-porter», il trionfo della tecnica dei portés acrobatiques sul tema del viaggio.
Il 5 e 6 settembre (biglietto 15 euro) tocca agli «Argonauti» della compagnia Fattore K. «Una rappresentazione dalle immagini potenti e luminose - racconta Barberio Corsetti -, in cui troviamo la limpidezza di Apollo, che a volte però non esclude l’ombra, Medea, il dolce Cìsico e tante altre figure» Sono i personaggi che popolano le «Argonautiche» di Apollonio Rodio, sul mitico viaggio degli eroi greci alla ricerca del Vello d’oro. «In mente avevo e ho le immagini incredibili della “Medea” di Pasolini - prosegue -. Lo spettacolo è ambientato ai nostri tempi, e ci sono aspetti che purtroppo ritroviamo ogni giorno. Come quando c’è la tempesta in cui sembra di sentire le urla di chi va a fondo: il pensiero va ai barconi che attraversano il Mediterraneo».
Il regista sottolinea l’importanza della corporeità nella narrazione e il tema del viaggio: «Sono storie vicine a quella di ognuno di noi, quando a un certo punto della nostra esistenza abbiamo deciso di imbarcarci in un’impresa di qualsiasi genere, un progetto di vita, anche solo con la fantasia».
Mercoledì 7 e giovedì 8 si continua con la compagnia Hvdz in «Les sublimes» (15 euro, alle ore 21). Uno spettacolo consigliato ad un pubblico adulto data la forza del racconto, incentrato sul mondo degli esclusi e dei sopraffatti, un universo direttamente conosciuto dal regista Guy Alloucherie, figlio di un minatore del Nord-Pas-de-Calais.
Dopo le repliche degli «Argonauti», si chiude l’11 settembre con la giocoleria impazzita di «Greta e Gudulf» (Sophie Kantorowicz e Xavier Martin, alle 20.15 fuori dall’Auditorium); con «Franz - Pianiste et clown de concert» (biglietto 15 euro, in Sala Petrassi alle 18.30); con «Le parti pris des choses» del Collectif Petit Travers, storia di un ménage à trois con due giocolieri e una trapezista (alle 21).
Tutte le sere, inoltre, bistrot e cabaret circense prima e dopo gli spettacoli. Informazioni allo 06.80241281. Sono possibili abbonamenti e riduzioni per bambini fino a 11 anni.