Parco del Ticino, 91mila metri quadrati di bosco in più entro il 2010

Un'azienda veneta di cosmesi naturale aderisce al protocollo di Kyoto e compensa l'emissione di anidride carbonica generata dalla produzione dei prodotti piantando nuovi alberi

Più alberi nel parco del Ticino, la cintura verde attorno a Milano. Qualcosa come 91mila metri quadrati di bosco. Non è il sogno di Abbado ma un progetto che metterà radici entro la fine dell'anno grazie a un'azienda veneta di cosmesi. La società ha deciso di bilanciare in questo modo l'emissione di anidride carbonica generata dalla produzione e dallo smaltimento delle confezioni dei prodotti. Si chiama Just Italia, opera a Grezzana in provincia di Verona e ha una sede produttiva in Svizzera. L'azienda che produce cosmetici naturali dal 1984, ha sempre riservato grande attenzione all'ambiente, ha collaborato in passato con il Wwf e quest'anno, insieme a Lifegate, aderisce a "Impatto zero" il progetto che concretizza gli intenti del protocollo di Kyoto. "Con questa iniziativa abbiamo quantificato le emissioni di anidride carbonica generate dalle confezioni dei prodotti Just in tutte le fasi, dalla produzione allo smaltimento - spiegano dall'azienda - Il calcolo elaborato con il supporto di enti scientifici e università specializzate, ha quantificato la Co2 emessa che verrà compensata con la creazione e la tutela di 91mila metri quadrati di foreste". Le piantumazioni avverranno alla fine del 2010 e daranno sicuramente una sferzata all'effetto serra, migliorando l'aria che respiriamo. "Un ente certificatore assicurerà che le diverse fasi del progetto si sviluppino in modo corretto" comunicano da Just Italia. La Fondazione di quest'azienda veneta che ha scelto la cintura verde di Milano per "sanare" i suoi debiti verso l'ambiente sostiene da anni la ricerca scientifica e tramite bando devolve 200mila euro all'anno in cause benefiche. Quest'anno la Fondazione Just Italia sostiene la ricerca sulla sindrome di Rett, una malattia genetica rara che colpisce prevalentemente il sesso femminile e rappresenta la seconda causa di ritardo mentale femminile dopo la sindrome di Down. Le bambine affette da questa malattia perdono la capacità di camminare, parlare e usare le mani, perciò sono chiamate "le bambine dagli occhi belli" perchè comunicano solo con gli sguardi. A tutt'oggi non sistono cure ma trattamenti sintomatici volti a migliorare la qualità di vita delle piccole pazienti. Tuttavia nel 2007 a Ediburgo un'importante scoperta scientifica avrebbe dimostrato che questa malattia è guaribile e che le cellule cerebrali coinvolte non sarebbero degenerate ma immature. Sull'onda di questa scoperta nel 2008 la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano, con l'Università dell'Insubria di Varese, ha aperto un laboratorio scientifico dedicato esclusivamente alla sindrome di Rett. È questo il centro di ricerca che riceverà i 200mila euro della Fondazione Just.