Parenti-serpenti, lite per un condizionatore

Parenti, serpenti. Hai voglia di provare a smentire l’antica saggezza popolare, quando ti arrivano, tutti i santi giorni, conferme a raffica. L’episodio più recente riguarda due consanguinei di una località dello Spezzino che si sono dati botte da orbi per via di un condizionatore d’aria da sistemare su una parete di confine fra le rispettive abitazioni. Complice, magari, anche il caldo torrido di questo periodo, appena sono arrivati gli operai per installare l’apparecchio è scoppiato il finimondo: i due confinanti, immemori delle lontane radici comuni, hanno avviato un alterco rusticano sotto gli occhi esterrefatti, prima dei tecnici dell’azienda di elettrodomestici, poi dei carabinieri richiamati dai vicini. E mentre i parenti se le davano di santa ragione, aumentava il numero degli «spettatori» del match che non riuscivano a capire le ragioni del contendere, ma intanto si divertivano da matti. Anche i militari dell’Arma sono rimasti interdetti: subito hanno pensato a un problema di corna, stile compare Alfio e compare Turiddu; poi si sono orientati a verificare la versione-«furto di apportatore meccanico di frescura». Infine, visti vani gli sforzi di interrompere l’alterco per raccogliere a verbale le dichiarazioni giurate dei protagonisti (i quali, incuranti del contorno, continuavano a scambiarsi colpi proibiti, anche sotto la cintura), i carabinieri hanno deciso di passare repentinamente all’azione. E hanno tirato fuori il verbale di contravvenzione, provvedendo a contestare a voce alta la serie di reati in corso, «dopo aver condotto a termine con successo la complessa manovra di inserimento forzoso nella zona cruciale del conflitto». Solo quando i due litiganti hanno esaurito le forze e si sono ritirati barcollando in direzioni opposte, il poco edificante episodio si è concluso. D’accordo: che l’aria condizionata - come dice il caporedattore - talvolta faccia male, si sa. Ma che, prima ancora di metterla, faccia bollire i cervelli, no, non l’aveva ancora detto nessuno. Nemmeno Lussana.