Il parere del sismologo: «Niente rischio tsunami»

«La scossa è stata lieve, per questo non abbiamo minimamente corso il pericolo di uno tsunami». Lo sostiene Salvatore Barba, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma, commentando la scossa tellurica di ieri pomeriggio. «Abbiamo sentito il terremoto solo perché siamo molto vicini all’epicentro - continua Barba - La scossa, infatti, è stata avvertita soltanto nelle vicinanze perché è avvenuta a soli 30 chilometri di profondità. Quella che ha provocato lo tsunami è stata molto più forte».
Al momento, secondo il sismologo, non è possibile prevedere eventuali altre scosse. «In ogni caso, anche se ne verranno, mi aspetto che la magnitudo massima sia paragonabile a quella della scossa avvertita stamattina - continua - e comunque tra il 4.5 e 5». Le previsioni di Barba si basano, come spiega lui stesso, su dati storici in possesso dell’Istituto. «Il terremoto più simile a questo avvenuto in questa zona si è verificato il 22 ottobre 1919 nei pressi di Anzio - dice l’esperto - La magnitudo era paragonabile a quella registrata ieri. Allora è stata riportata una sola scossa ma, anche nel caso in cui ne fossero seguite altre lievi e senza danni, non sarebbero state riportate».
Nessun cambiamento o precauzione allora nell’attività del centro? «Si potrebbe pensare di installare provvisoriamente uno strumento di rilevazione, detto sismometro o stazione sismica, vicino alla costa - afferma Barba - luogo in cui solitamente non vengono posizionati perché il rumore del mare ne peggiora il funzionamento. Averne uno sulla costa, in questo momento, permetterebbe di avvertire anche le scosse più piccole».
Il sismometro più vicino al terremoto si trova a 35 km dall’epicentro, a Lanuvio. Nella zona tra Roma e l’epicentro si trovano sette stazioni sismiche e tutte hanno rilevato la scossa.
Se l’esperto esclude la possibilità di uno tsunami in seguito alla scossa di ieri, l’assessore all’Ambiente della regione Lazio Angelo Bonelli ritiene che potrebbe essere utile posizionare boe sensibili anti tsunami in mare, magari «attraverso un coordinamento tra tutte le regioni che si affacciano sul mare», e rende noto che «l’assessorato all’Ambiente della regione sta valutando la possibilità di posizionarle». «Il sistema di boe sensibili - spiega Bonelli - collegate con i centri di geofisica, è un sistema in grado di dare un allarme sull’arrivo di onde anomale a partire già da pochi minuti dall’avvento del sisma e di poter attivare conseguentemente le procedure necessarie per allertare i sistemi di protezione civile». «Dobbiamo introdurre - conclude l’assessore - quella tecnologia in grado di tutelare la popolazione da eventuali disastri naturali come già accade in altri paesi del pianeta».