A Parigi arriva il parrucchiere per la "donna velata"

Nella periferia della capitale francese un salone pubblicizza una zona riservata alle musulmane: è divisa con un tendone per proteggerle dagli uomini

Il salone si chiama Marrakech. Un po' di esotismo alla periferia di Parigi. Suresnes, dove la laicità di Francia si è ritrovata al capolinea. Al salone Marrakech, piano terra di un palazzone popolare, il parrucchiere è per uomo, per donna e per musulmana. Velata. Negozio diviso in due: da una parte la zona unisex, dove maschi e femmine si fanno tagliare i capelli insieme. Dall'altra, dietro un tendone spesso e colorato, la zona riservata. Lì, in un angolo con quattro poltrone, nascoste dagli occhi degli uomini, le donne velate possono scoprirsi il capo e farsi lavare, tagliare, tingere, pettinare, acconciare. Le mani che le toccano sono tutte femminili: dall'altro lato della tenda, solo parrucchiere. Una trovata pubblicitaria? Un passo indietro nel cammino dell'integrazione? Una forma di autodiscriminazione? La sala riservata è stata scoperta dal quotidiano Le Parisien e ha creato scompiglio: al comune di Suresnes pare nessuno sapesse alcunché, al sindacato dei parrucchieri l'idea suona «incredibile», dopo tutto il dibattito affrontato in Francia sulla laicità e l'integrazione. «Ma dopotutto - dicono dall'associazione di categoria - ognuno è libero di proporre le formule che preferisce, e forse si tratta semplicemente di una trovata per attirare un certo tipo di pubblico». Alla crisi degli affari si appella anche il presidente del Coordinamento islam e società: «È la legge della domanda e dell'offerta». Il proprietario del negozio però è rimasto imbarazzato da tanta attenzione. È vero che ha pubblicizzato l'iniziativa sul depliant del negozio («Sala riservata alla donna velata, per proteggere l'intimità della donna musulmana») ma, di fronte alla curiosità dei cronisti parigini, ha attribuito l'idea al gestore che l'ha preceduto fino all'estate scorsa. Ha scritto il suo numero di telefono sui depliant, eppure cerca di nascondersi. Perfino i francesi di origine straniera sono preoccupati: «Lottiamo contro la discriminazione e poi ci discriminiamo fra noi, con comportamenti asociali in un paese laico». Ma gli affari sono affari, soprattutto con la crisi. Anche se serve una tenda a proteggerli.