Parigi blindata, ma il caos esplode a Lione

Proibita la vendita di benzina in recipienti: serve per le bombe molotov. Sarkozy recupera consensi

Alberto Toscano

da Parigi

Ieri sera Parigi aveva un’aria strana, quasi schizofrenica. Nel quartiere simbolo del centro cittadino - quello degli Champs Elysées - l’atmosfera aveva il sapore dello stato d’assedio: poliziotti un po’ ovunque, posti di blocco, controlli all’uscita dalla metropolitana e ristoranti pronti a chiudere le saracinesche alla prima molotov o al primo lacrimogeno. Tensione anche alla nuova “porta di Parigi”, ossia la stazione Les Halles, dove si incrociano le due linee del metrò regionale che penetrano per decine di chilometri tra gli agglomerati urbani della banlieue. In altre parti del centro, ad esempio nella zona di boulevard Saint Michel o in quella di Montparnasse, la situazione era quasi normale, con la gente a caccia dei primi acquisti natalizi. Ma con l’avanzare della notte, i dispositivi di controllo da parte della polizia si sono estesi un po’ a tutta la città, nel timore che i gruppi di giovanissimi teppisti tentassero di mettere in pratica la loro minaccia, ampiamente strombazzata via internet: portare l’incendio della rivolta al cuore pulsante e scintillante della capitale francese. Fino all’alba di oggi, oltre tremila agenti di polizia hanno vigilato in assetto di guerra sulla capitale.
Il governo è di nuovo in grosse difficoltà. Sembrava sul punto di sedare la rivolta delle banlieue, cominciata il 27 ottobre, e invece non c’è notte senza incidenti. Di qui la scelta di inasprire la linea dura. A Parigi sono vietati gli assembramenti dalle dieci di ieri mattina alle otto di stamane. Vietata anche la vendita di benzina in recipienti: serve per le molotov. In molti comuni francesi lo stato d’emergenza, in vigore fino al 20 novembre, si è tradotto in una raffica di misure di coprifuoco, che riguardano le aree più esposte alle violenze. I minorenni possono uscire di notte solo se accompagnati dai genitori o da persone designate da questi ultimi.
Ma la nuova fase della guerriglia francese colpisce dove meno te lo aspetti. La sorvegliatissima banlieue parigina è meno agitata del solito, mentre Lione e la sua periferia sono ormai il fulcro della tensione. Ieri pomeriggio i teppisti hanno osato l’impossibile: aggredire i poliziotti al centro di questa città ricca e tradizionalmente tranquilla. Gli agenti hanno reagito sparando i lacrimogeni, il prefetto ordinando due notti di coprifuoco in undici municipi del Lionese. Gravissima tensione anche nei sobborghi di Strasburgo e di Tolosa. Come dire che la rivolta si è estesa da un capo all’altro del territorio transalpino.
Il conto delle auto date alle fiamme nell’insieme della Francia è di nuovo in aumento e ha superato la soglia psicologica delle 500 unità per notte. Per l’esattezza 502 tra venerdì e ieri (di cui “solo” 86 nella regione parigina). Talvolta le bande di giovanissimi teppisti tendono pericolosissime trappole ai poliziotti e ai pompieri: incendiano un’auto al cui interno hanno disposto numerose bottiglie di benzina. Ieri un agente ha riportato gravi ustioni proprio a causa di questa duplice esplosione di un veicolo in sosta.
Il presidente Jacques Chirac, il primo ministro Dominique de Villepin e il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy hanno espresso la loro solidarietà alla comunità islamica francese a seguito di un grave incidente: due giovani in moto hanno lanciato due bottiglie molotov contro la moschea di Carpentras, nella Francia meridionale. L’incendio che ne è scaturito ha potuto essere domato in breve tempo, ma la provocazione è gravissima. Gli autori del gesto sono riusciti a fuggire. Si sa che nella zona agiscono gruppi di skinheads, che potrebbero essere i responsabili dell’iniziativa. Forse il loro intento è quello di soffiare sul fuoco delle attuali tensioni, spingendo gli islamici di Francia sul sentiero di guerra.
Ieri pomeriggio a Parigi è stata autorizzata una sola manifestazione: quella del movimento antirazzista Mrap, schieratosi contro il governo e anche contro le violenze. Pochi i partecipanti. La gente non ha voglia di scendere in strada e soprattutto ha paura di mettere i teppisti, che incendiano le auto e le scuole, sullo stesso piano di un governo che tenta comunque di riportare l’ordine. Ieri è stato reso noto l’ennesimo sondaggio. Ai francesi è stato chiesto: «Chi è l’uomo politico più adatto a ripristinare la normalità?». Il 53 per cento risponde Sarkozy contro il 52 per cento che dice Villepin e appena il 29 per cento che fa il nome di Chirac. Il “duro” del centrodestra ha la fiducia della maggior parte dei connazionali.