Parigi, giro di vite sugli immigrati: devono rispettare lo stile francese

Il Senato dice sì alla legge Sarkozy. Norme più severe per regolarizzazioni e ricongiungimenti familiari

Alberto Toscano

da Parigi

Il Senato francese ha approvato la cosiddetta «legge Sarkozy», che ha il duplice obiettivo di limitare l’immigrazione e di cambiarne la natura, col progressivo passaggio verso la scelta delle persone che avranno un visto di soggiorno. «Dobbiamo passare da un’immigrazione subita a un’immigrazione scelta», è la frase con cui il ministro dell’Interno Nicolas Sarkozy ha illustrato la sua scommessa su questo delicato terreno. L’opposizione di sinistra ha dato battaglia al Senato, dove sono stati presentati centinaia di emendamenti e dove la discussione si è protratta per due settimane. Il governo ha accettato di ammorbidire alcuni aspetti del disegno di legge, ma non di stravolgerne la natura. Una volta approvate le proposte di Sarkozy, destinate ora a passare all’Assemblea nazionale, la Francia avrà una delle leggi europee più restrittive nei confronti dell’immigrazione extracomunitaria.
Il principio dell’«immigrazione scelta» implica l’esame da parte dei consolati francesi all’estero delle domande di soggiorno e di lavoro, sulla base delle attitudini, delle capacità e degli studi compiuti dal richiedente. Uno degli emendamenti approvati dal Senato tende a considerare con favore gli studi nelle scuole francesi all’estero. Un altro punto fondamentale della riforma consiste nella cancellazione di un principio in vigore in Francia: quello secondo cui l’extracomunitario viene legalizzato dopo aver trascorso dieci anni da clandestino. Dal punto di vista di Sarkozy, questa procedura costituisce una sorta di premio alla clandestinità. Dunque verrà eliminata.
Ma il punto più contestato della «legge Sarkozy» è quello che riguarda il cosiddetto «raggruppamento famigliare», ossia la possibilità da parte dell’immigrato regolare di farsi raggiungere in Francia da moglie, figli e altri parenti. Questo principio ha dato origine a molte situazioni discutibili, a causa tra l’altro della poligamia. La nuova legge subordina il raggruppamento famigliare alle possibilità di un immigrato di mantenere le persone che vengono a raggiungerlo. La Francia è un Paese con un generoso sistema di protezione sociale: Sarkozy dice di voler evitare che gli immigrati giungano allo scopo di ricevere sovvenzioni pubbliche. Secondo i critici della legge, tra cui ci sono molte associazioni umanitarie, le limitazioni al principio del raggruppamento famigliare costituiscono una scelta ingiusta e disumana. Sarkozy replica che esse tendono a salvaguardare la generosità e l’efficienza del sistema assistenziale francese. E anche per questo ci sarà una maggiore vigilanza delle autorità contro la pratica della poligamia, che consente di far venire una moglie dopo l’altra.
Con il permesso di residenza gli immigrati dovranno inoltre firmare anche un «contratto di integrazione» per il rispetto dello stile di vita francese.
Un altro aspetto della nuova legge consiste nella lotta alla pratica fraudolenta dei finti matrimoni tra francesi ed extracomunitari per procacciare permessi di soggiorno a questi ultimi. Finora il coniuge di una persona di nazionalità francese doveva attendere due anni prima di ottenere un permesso di soggiorno valido dieci anni. Quando sarà entrata in vigore la nuova legge dovrà attenderne tre. Tuttavia i senatori hanno attenuato l’iniziale asprezza di questo articolo della legge: il coniuge di un francese non dovrà più tornare nel suo Paese d’origine per chiedere alle autorità consolari transalpine un permesso di soggiorno in vista della concessione della carta decennale di residenza.