Parigi: l'ex brigatista Marina Petrella non sarà estradata in Italia

Sarkozy ha deciso di non applicare il decreto di estradizione per &quot;ragioni umanitarie&quot;. Marina Petrella, 54 anni, è stata condannata all'ergastolo dalla giustizia italiana. Carla bruni l'aveva avvertita mercoledì. <a href="/a.pic1?ID=297591" target="_blank"><strong>Terrorismo, carcere e latitanza</strong></a>

Parigi - Marina Petrella, la ex componente delle Brigate Rosse, non sarà estradata in Italia dal momento che il presidente francese Nicolas Sarkozy ha deciso di non applicare il decreto sulla sua estradizione per "ragioni umanitarie". Lo ha detto oggi alla France Presse il suo avvocato, Irene Terrel.

La decisione è stata adottata in base alla "clausola umanitaria" prevista dalla convenzione Italia-Francia del 1957, così come chiedevano gli avvocati e i familiari della Petrella. La decisione di Sarkozy è stata trasmessa al primo ministro, Francois Fillon. Petrella, 54 anni, condannata all'ergastolo in Italia, ha ricevuto ieri sera tardi la notizia dall'avvocato Irene Terrel, nell'ospedale parigino di Saint-Anne in cui è ricoverata in gravi condizioni fisiche e psichiche. "Lo stato francese - ha detto la Terrel - ha capito che non poteva dare seguito a questa estradizione. E' una decisione umana, necessaria e legittima".

Le disposizioni di Sarkozy, adottate proprio nelle ore culminanti della preparazione del vertice dell'Eurogruppo sulla crisi finanziaria, sono state comunicate alla Petrella ieri sera tardi in ospedale. Lo stesso Sarkozy aveva sfruttato un altro importante evento internazionale, il vertice del G8 della scorsa estate in Giappone, per annunciare che avrebbe chiesto all'Italia di concedere la grazia a Marina Petrella dopo la sua estradizione.

Il decreto che avrebbe estradato in Italia l'ex esponente della "colonna romana" delle Br era stato emesso il 3 giugno, in riferimento all'ergastolo pronunciato nel 1992. L'anno seguente, la Petrella, con la figlia Elisa, era fuggita in Francia dove aveva tranquillamente vissuto fino all'agosto 2007 lavorando come assistente sociale. Poi, l'incauta richiesta di un documento in commissariato fece scattare il dispositivo di Schengen e la procedura per l'attivazione dell'estradizione richiesta dall'Italia. In uno stato di grave prostrazione fisica e mentale, la Petrella era stata liberata sotto controllo giudiziario ad inizio agosto per consentire ai medici di seguire il decorso del suo stato di depressione. Dopo quella decisione, la Petrella disse soltanto che nulla sarebbe cambiato fin quando non fosse stato ritirato il decreto di estradizione. "In Italia - disse - non tornerò, potranno riavere soltanto il mio corpo". 

Carla Bruni-Sarkozy è andata mercoledì scorso all' ospedale Sainte-Anne di Parigi a trovare l' ex brigatista rossa Marina Petrella per dirle: "Ho un messaggio da parte di mio marito, lei non sarà estradata". Lo scrive il quotidiano francese Liberation sul suo sito 'on line'. L' incontro - secondo Liberation - sarebbe durato una mezz'ora. La premiere dame francese era accompagnata dalla sorella, Valeria Bruni-Tedeschi. "Alla fine del nostro incontro, le ho chiesto di cercare di alimentarsi di nuovo, almeno di ricominciare a bere", ha detto la Bruni a Liberation: "Non si poteva lasciar morire questa donna, la situazione era diventata intollerabile, pericolosa".