Parigi pronta a usare l’atomica se attaccata

«Possibili una o più incursioni di precisione». Rumsfeld: «L’Iran sponsor dei terroristi»

Andrea Nativi

«La Francia ha la capacità di impiegare armi nucleari contro i centri decisionali dei Paesi che ricorressero al terrorismo contro di noi». Il ministro della Difesa francese, Michèle Alliot-Marie, ribadisce da Monaco di Baviera, dove si svolge la 42ª conferenza internazionale sulla politica di sicurezza, la svolta annunciata dal presidente Jacques Chirac nella politica di deterrenza nucleare di Parigi. Il presidente francese, che pure aveva ammorbidito i toni dopo la prima durissima dichiarazione di qualche settimana fa, aveva anche condannato la politica dell’Iran in tema di energia nucleare.
In pratica Chirac ha sancito una strategia di «decapitazione» nucleare, che attraverso uno o più attacchi di precisione condotti con ordigni nucleari, elimini la leadership dei Paesi che abbiano sponsorizzato azioni terroristiche contro la Francia. E non è necessario che l’attacco terroristico sia condotto con armi di distruzione di massa: anche un’azione stile 11 settembre o gli attacchi effettuati a Madrid e a Londra potrebbero in teoria legittimare la risposta nucleare. Naturalmente non è esclusa una ritorsione convenzionale.
Si tratta di una dottrina estremamente aggressiva, molto vicina a quella adottata dagli Stati Uniti. Gli Usa però sono favorevoli anche all’attacco preventivo, sia pure condotto con armi nucleari speciali, per distruggere bersagli sotterranei superprotetti.
Per rendere credibile la sua nuova dottrina, la Francia sta procedendo a un adeguamento tecnologico del suo arsenale nucleare, introducendo in servizio da un lato missili da crociera lanciati da aerei estremamente precisi, gli Asmpa, con gittata di diverse centinaia di km, dall’altro riarmando alcuni missili balistici intercontinentali M45 lanciati da sottomarini con testate singole, con potenza ridotta ed elevata precisione. E la precisione e letalità aumenterà con i nuovi missili M51, dotati di una innovativa testata nucleare, che saranno pronti dal 2015.
Per essere efficace, la nuova strategia richiede un’intelligence in grado di dimostrare senza ombra di dubbio i legami tra terrorismo e specifici governi. E, quel che più conta, la Francia affianca le capacità tecnico-militari alla volontà politica di utilizzarle. Proprio per questo Parigi sostiene di non aver bisogno di uno scudo antimissile a protezione del suo territorio: basta il deterrente nucleare.
A Monaco non è stata solo la Francia ad alzare i toni. Il segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, pur auspicando che la crisi con l’Iran si risolva per via diplomatica, ha affermato che «il regime di Teheran è oggi uno dei principali sponsor mondiali del terrorismo. Il mondo non vuole e deve lavorare per evitare un Iran nucleare».