Parigi, test del dna agli immigrati

La Francia praticherà i test genetici agli immigrati candidati al
ricongiungimento familiare. I test non saranno obbligatori. Chi rifiuta, però, potrà vedersi rifiutato il provvedimento

Parigi - La Francia praticherà i test genetici agli immigrati candidati al ricongiungimento familiare. La commissione bicamerale paritaria, incaricata di riesaminare la legge sull’immigrazione attualmente all’esame del parlamento, ha infatti deciso di mantenere tale e quale era stato approvato il 5 ottobre dal Senato il controverso emendamento, che introduce l’esame del Dna per verificare la veridicità delle domande di ricongiungimento.

Test ordinati caso per caso La norma ha una serie di fattori mitiganti. I test devono essere ordinati, caso per caso, da un magistrato e non possono essere obbligatori (cioè il richiedente deve fare domanda in prima persona; rischia però, altrimenti, di vedersi rifiutato il ricongiungimento). Le spese saranno a carico dallo Stato e i test riguarderanno solo persone provenienti da paesi in cui l’anagrafe è inaffidabile o inesistente, e solo il rapporto madre-figlio. La commissione bicamerale ha però anche cancellato l’articolo che negava la possibilità di ospitare gli immigrati, anche se in situazione irregolare, in alloggi di emergenza. Anche questo articolo ora scomparso era stato contestato dalle associazioni per i diritti umani.

Battaglia in parlamento L’emendamento, introdotto dal deputato dell’Unione per un movimento popolare (Ump, maggioranza), Thierry Mariani, era stato aspramente criticato da numerose associazioni umanitarie, dall’opposizione di sinistra, ma anche da esponenti della maggioranza e del centro, come il leader centrista Francois Bayrou e i senatori dell’Ump Charles Pasqua (ex ministro dell’Interno) e Jean-Pierre Raffarin (ex Primo ministro). Soprattutto, ha creato scalpore l’esternazione di una personalità del governe: il sottosegretario alle politiche urbane Fadela Amara, che aveva definito "schifosa" l’idea dei test Dna e condannato la "strumentalizzazione" dell’immigrazione.

Simbolo della politica di "apertura" del presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, Amara era stata violentemente criticata dai deputati della maggioranza ed è poi mitemente rientrata nei ranghi. Molti osservatori hanno anche fatto notare che i vincoli che legano genitori e bambini in diversi paesi africani prescindono dal legame biologico: affidamenti all’interno dei villaggi e delle comunità locali, adozioni più o meno legali, connessioni affettive che nessun test Dna limitato ai valori di sangue può valutare.

Conversione in legge entro il 23 ottobre Domenica scorsa l’associazione antirazzista SOS Racisme aveva organizzato a Parigi un comizio seguito da un concerto per denunciare i test genetici. Erano presenti tra l’altro intellettuali (come Bernard-Henri Levy) e personalità dello spettacolo, come gli attori Isabelle Adjani e Michel Piccoli. La legge dovrebbe essere approvata in fretta: definitivamente il 23 ottobre pomeriggio dai deputati e in serata dai senatori. I parlamentari socialisti hanno annunciato che impugneranno la norma dinanzi al Consiglio costituzionale.