Paris senza doppiatrice (ma ci vuole l’interprete)

Tolto e rimesso lo spot con le frasi incomprensibili

Michele Anselmi

Lo sfottò vola su Internet, in un rincorrersi di lazzi e ironie. Stronca FataTabata: «Ha una mimica facciale che nemmeno la Sfinge... Botox al posto del Topexan?». Raddoppia Winx: «Ma vi siete accorti ke da 3 gg. sta passando lo spot con la Hilton doppiata dalla sorella di Stanlio?». La Hilton in questione è Paris, la bionda, scandalosa, molto rifatta e sedicente venticinquenne ereditiera ingaggiata da 3 per far coppia con Claudio Amendola. Il primo dei tre spot girati a Los Angeles va in onda dal 19 novembre, con esiti bizzarri: non piace, eppure funziona sul piano mediatico. Dopo quattro giorni di programmazione, però, i capi della 3 si sono accorti che non si capiva un tubo di quanto diceva la celebrity nel suo improbabile italiano. Avete presente? Amendola, in Vespa, non riconosce la vip in microgonna, reduce da un litigio, che gli sale sul sellino. Lei ordina: «Let’s go!». Lui: «Da chi scappavi?». Lei: «You know... Qualche volta bisogna cambiare». Lui: «Spesso cambiare è la cosa migliore». Lei: «Cambiare a volte costa tanto». Lui: «A volte non costa niente. A proposito, piacere, sono Claudio, Claudio Amendola». Lei: «I’m Hilton, Paris Hilton». Lui: «Paris Hilton Paris Hilton? Non ti facevo così!». Lei: «Meglio cambiare, no?». E via.
Non proprio Dante. Eppure, la pronuncia anglosassone risultava talmente incomprensibile che alla fine s’è deciso di doppiare la fanciulla, lasciando l’accento ma peggiorando l’effetto: perché se la voce autentica aveva un senso, così Paris Hilton sembrava davvero la nipotina di Stanlio. Dunque: contrordine! Da oggi a domenica, in vista del secondo e terzo spot, torna in tv la prima versione, «the original».
Il tutto fa un po’ sorridere. Ma il Natale incalza, i telefonini vanno a ruba sotto l’albero, vince chi azzecca il tormentone migliore. Così tra lo smemorato conte Max rinverdito da De Sica e la mission impossible di Totti e Gattuso, ecco la biondona in odore di trasgressione. Spendacciona, fashion leader, animatrice di audaci video sessuali lesbo & etero, la sgallettata è divenuta addirittura materia di studio all’università di Philadelphia. E chissà che alla fine la campagna di 3 non si riveli una mossa azzeccata. Dopo la Marini, Andreotti, Baudo e la Gregoraci, evidentemente bisognava puntare in altre direzioni, intrecciando commedia italiana e kitsch internazionale. Chi meglio di lei, Paris, la disinvolta regina del gossip che si vanta di prendere mezzo milione di dollari a spot (a 3 giurano di averla pagata molto meno)?
Naturalmente, Paris Hilton è solo l’ultima di una lunga serie di celebrità americane ben disposte nei confronti della pubblicità made in Italy, meglio se relegata al paese d’origine. Solo che George Clooney, Gwyneth Paltrow e Nicole Kidman, per dire tre big, almeno si sono sforzati di pronunciare decentemente qualche parola nell’italico idioma; l’ereditiera no, se ne infischia proprio, e chissà che non riposi qui il segreto del suo inspiegabile successo.