Parisi e l’incubo Trotzky

Arturo Parisi come Trotzky, dicono al quartier generale del Pd. Sarà per le critiche alla linea del boss, sarà per quella sua militanza da ministro della Difesa, sarà perché il dissenso fra gli ex comunisti non è mai visto di buon occhio neppure adesso che hanno saltato il fosso e dietro querce e cespugli vari si intravede ancora la punta di una falce. Quella falce che il buon Parisi non vorrebbe vedersi cadere addosso da qualche parte. «Non vorrei fare la stessa fine. Non so se ridere o piangere - ha detto -. Non è certo così che si esprime il segretario di un partito che si chiama democratico. Mi hanno paragonato a Trotzky e pensando alla sua fine a colpi di piccone se non fossimo nella farsa ci sarebbe da preoccuparsi».