Parisi: «Per Fastweb il primo utile lordo» Disgelo con Telecom

da Milano

Fastweb chiude i suoi conti del 2007 con utile prima delle imposte di 31 milioni, con ricavi che superano 1,4 miliardi, un margine operativo di 480 milioni e 1,3 milioni di clienti. Non male per una società di telecomunicazioni, che compete con il gigante Telecom Italia. Ma, l'utile netto, come previsto, è rinviato all'anno prossimo. Per quest'anno un rosso all'ultima riga da 124 milioni. Come mai, chiediamo a Stefano Parisi, amministratore delegato del gruppo, oggi controllato dagli svizzeri di Swisscom?
«La perdita netta è stata fortemente impattata dalla riforma fiscale di Ires e Irap. In totale abbiamo dovuto svalutare imposte anticipate per circa cento milioni di euro, con nessun impatto sulla cassa. Una mera operazione contabile. Senza questa componente fiscale la perdita sarebbe stata di nove milioni. Sul fronte dei ricavi siamo cresciuti del 24% nella nostra attività caratteristica».
La crescita complessiva è però del 14 per cento, meno dei target di inzio anno.
«Abbiamo avuto cento milioni di ricavi in meno dal contratto con la pubblica amministrazione. Il numero di linee e di clienti si è rivelato inferiore a quello indicato nel bando di gara. Da cittadino che crede nel mercato non posso che gioire del fatto che la pubblica amministrazione risparmi, da amministratore di Fastweb, ovviamente, meno».
Avete superato 1,3 milioni di abbonati, pensate che il trend di crescita possa ancora continuare?
«Abbiamo avuto una crescita nel numero di clienti del 26% rispetto al 2006, mentre il mercato della banda larga in Italia è cresciuto del 19 per cento. Siamo il secondo operatore di banda larga in Italia dopo Telecom. D'altronde consideri che in Italia solo il 39 delle famiglie ha un collegamento Internet, una delle percentuali più basse in Europa. C'è ancora grande spazio per crescere».
I ricavi da contenuti, penso alla vostra televisione, sono ancora intorno al 4 per cento. Bassi.
«Noi non siamo una media company, i nostri ricavi vengono principalmente dalla connettività. Tuttavia da settembre abbiamo iniziato a vendere la televisione anche da sola. Senza abbonamento ad Internet. Vogliamo entrare stabilmente nel mercato delle famiglie che non hanno il pc e che in Italia sono il 50 per cento. Abbiamo un piano aggressivo su questo fronte e solo nell'ultimo trimestre del 2007 i nostri clienti tv sono cresciuti del 73 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006».
Continuate ad investire nella rete?
«Abbiamo fatto investimenti netti per 541 milioni. La Ue ha certificato che Fastweb si colloca tra i primi 10 operatori Europei di Tlc per investimenti in ricerca e sviluppo. E Swisscom ci ha permesso l'anno scorso di espandere la rete in modo tale da raggiungere un altro milione e duecentomila famiglie, raggiungendo così una copertura del 50 per cento della popolazione».
Come mai avete scelto proprio «3» come partner con il quale lanciare il vostro telefonino?
«Per 4 motivi. Hanno un rete tutta Umts che garantisce la migliore performance per dati e voce. Il network non è saturo. Abbiamo avuto ottime condizioni economiche. E infine ci danno la possibilità di sviluppare direttamente alcuni servizi a valore aggiunto, dagli mms e sms, alla gestione diretta dei clienti».
Cosa ne pensa dell'apertura della rete annunciata da Franco Bernabè, numero uno di Telecom?
«È un primo passo nella direzione giusta. Dovranno però essere adottati rimedi che garantiscano gli investimenti sulla rete d'accesso e, soprattutto, trasparenza nei comportamenti di Telecom verso i concorrenti»
Sembra di sentire parlare Corrado Calabrò, leader dell'Authority...
«Ho detto solo che è un primo passo. Oltre al progetto di separazione organizzativa è necessario che siano abbandonate le azioni di win back con le quali Telecom cerca di riconquistare illegalmente i clienti persi. Pratiche già sanzionate dal Tribunale di Milano e oggi all'attenzione dell'antitrust».
Sia meno prudente almeno su Tiscali. Il gruppo sardo è in vendita e completerebbe bene la vostra offerta anche sulla fascia meno ricca degli utenti.
«Siamo concentrati sulla crescita organica. Dallo scorso agosto si è assistito ad un processo di consolidamento del mercato in Italia. Noi non siamo un target, essendo stati acquisiti da Swisscom. Non abbiamo interessi specifici, ma stiamo guardando con attenzione a tutto quello che accade».
Verrete cancellati dal listino di Borsa?
«Non è nei programmi di Swisscom».