Parisi sfida Klose: se perdo lascio

Francesco Rizzo

«Il pugilato è grande quando ci sono io». Occhi neri e orgogliosi, due anelli d'oro alle dita, Giovanni Parisi parla a bassa voce, sembra uno di quei duri del cinema che non alzano il tono, devono essere gli altri a chinarsi ed ascoltare. Come quando gli domandano della Notte delle Tre Corone, la riunione del 27 luglio scorso al Vigorelli che avrebbe dovuto vederlo sul ring nella stessa sera di Piccirillo e Messi, Sarritzu e Branco. Tre settimane prima Parisi è stato aggredito da un cane mentre faceva footing: ferite e infiammazioni, alcuni mesi di lavoro perduti. La kermesse del vecchio velodromo, l'olimpionico di Seul 1988 l'ha dunque vista in tv, senza divertirsi troppo. «Il pugilato è grande quando ci sono io», appunto.
E così, l'Europeo dei pesi welter contro il detentore francese Frederic Klose andrà in scena l'8 ottobre al Palalido (diretta su Italia 1 dalle 22.30), clou di un cartellone che vedrà anche Andrea Sarritzu difendere l'Europeo dei mosca contro un altro galletto, Christophe Rodrigues. Per Parisi sarà il ritorno nell'arena in cui ha conquistato il Mondiale superleggeri Wbo nel 1996 a spese di Fuentes, il secondo dei suoi titoli iridati dopo quello dei leggeri nel 1992. Ma oggi il calabrese trapiantato a Voghera ha 38 anni e dal 2000 ha combattuto solo quattro volte. Insomma, riprovarci è dura, anche per un campione. «Ho passione e amo le scommesse folli. Mi alleno sei ore al giorno, scoprirò se si sono risvegliate le armi giuste, velocità, tecnica, tattica, gusto per il sacrificio. Klose? So già che mi sottovaluta. Cercherà di tenermi a distanza e fare punti con vari colpi. Ha 36 anni, nemmeno lui è giovane: chi perde finisce la carriera. Se vinco, penserò al Mondiale». E poi c'è la sfida di incuriosire Milano, che dice di avere il palato fine ma è solo distratta. «Bisogna ricreare l'abitudine nel pubblico con eventi credibili. E affascinare i giovani, spiegare che nel pugilato conta prima il cervello. Mi piange il cuore a vedere i pienoni per il wrestling... Se mi chiedessero di impegnarmi per la promozione della boxe accetterei, a patto di avere carta bianca». Prima c'è Klose.