Parisi, ultimatum a Veltroni: "Nuova Costituente per il Pd è l'ultima chance prima della resa"

Lettera aperta dell'inventore dell'Ulivo ai delegati del Pd: "Un appello prima di arrendermi. Nel partito troppe decisioni prese senza confronto". Intanto Soro attacca Di Pietro: "Con gli insulti saltano le regole dell'alleanza"

Roma - Pd contro l'Italia dei Valori... ma anche Parisi contro Veltroni. Nella sinistra lo scontro a tutto campo va avanti senza esclusione di colpi anche mentre è in corso la direzione del Partito democratico.

Attacco a Di Pietro «Siamo in una fase in cui riceviamo solo insulti. Tra noi e l’Italia dei Valori non si tratta più di una rottura ma del venire meno delle più elementari regole che presiedono non solo i rapporti tra alleati ma tra le forze politiche in generale». Così il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro, a margine della direzione del partito ha replicato ad Antonio Di Pietro. «Trovo singolare e sconcertante, in un momento in cui - aggiunge - il governo porta avanti un’operazione di cambiamento materiale della Costituzione, ferendo gravemente le prerogative del Parlamento, mentre utilizza forme di decretazione d’urgenza per affrontare temi per i quali il Parlamento ha una competenza primaria e pone la fiducia su questi decreti, nel momento in cui è in campo una manovra economica depressiva e la nostra opposizione fa una battaglia durissima rivendicando il diritto del Parlamento a scegliere e a decidere informato, che Di Pietro non trovi di meglio che insultare il Pd facendo il secondo regalo a Berlusconi dopo quelllo fatto a piazza Navona, riuscendo in quel modo a coprire con il rumore della sua propaganda tribunizia le ragioni vere per le quali era in corso lo scontro in Parlamento».

Parisi: Pd, serve una nuova Costituente «Da delegato a delegato, prima di arrendermi definitivamente alla realtà, sento il dovere di chiederti di associarti alla mia richiesta per una nuova convocazione della Assemblea Costituente, perchè possa finalmente dibattere, ma ancor più perchè, nel rispetto delle regole che ci siamo dati con lo Statuto, possa decidere del futuro del partito». È Arturo Parisi a rivolgersi così ai componenti dell’organismo Pd nella lunga ed articolata lettera in cui espone la sua richiesta.

"Troppe decisioni già prese" «Come sai - scrive Parisi - l’Assemblea Costituente del Partito è stata convocata tre volte. Ma ogni volta si è svolta senza che che sia stato possibile dar luogo ad un vero dibattito e soprattutto si è conclusa con voti di acclamazione che hanno sancito decisioni già prese. Nessuno si è perciò meravigliato - annota - se in questo modo la partecipazione larga nel primo incontro si sia ampiamente ridotta nel secondo, per ridursi praticamente ad una infima minoranza nell’ultimo». «Quel che è peggio - incalza - è che nell’ultima riunione la Assemblea è stata di fatto 'suicidata', con l’intenzione di mettere così termine al percorso delle primarie, attraverso modifiche statutarie che contrastano lo Statuto appena approvato, e i poteri della Assemblea sono stati trasferiti ad una Direzione eletta secondo la prassi consolidata nelle precedenti assemblee, e costituita nel rispetto di appartenenze di gruppo definite a partire da abitudini e frequentazioni passate più che da differenze di opinioni politiche presenti».

Troppe chiacchiere Parisi torna a criticare «i dibattiti che si svolgono dappertutto, all’infuori che nelle sedi ufficiali del partito, e che sono spesso pensati per segnalare presenze, affermare preminenze, anticipare dissidenze. Iniziative che, come è stato detto, potrebbero anche proporsi come affluenti del grande fiume del partito, ma che privi invece di un approdo vanno producendo un pantano che si allarga ogni giorno di più».