Parisi vuol ritrovare un trono europeo: «Ho sposato la boxe»

Milano. Due videocassette per studiare l'avversario, gli ultimi sacrifici per arrivare al peso giusto e quel lavoro psicologico elaborato con il dottor Vischi, il suo motivatore: proiettare la propria immagine sull'avversario, vederlo come una cima da conquistare, non come un uomo che tira cazzotti. Così Giovanni Parisi prepara il match di domenica a Milano, quando sfiderà il francese Frederic Klose per l'europeo dei welter, clou di una riunione che offrirà anche il sardo Sarritzu nella difesa dell'europeo dei mosca contro il transalpino Rodrigues e il match dei superleggeri Gianluca Branco-Zadworny (Pol). Diretta tv su Italia 1 dalle 23.15. Olimpionico a Seul 1988, due titoli mondiali, il 38enne Parisi, calabrese di Voghera, sogna di combattere a San Siro in una grande kermesse della boxe, ma intanto domenica sarà di scena al Palalido.
«Sarà un'Italia-Francia che non potrà finire ai rigori - dice Parisi -. La pressione mi fa bene, Klose ha buona tecnica ma non ha battuto pugili fortissimi: ho già in mente la mia strategia e mi sento vicino a quello che ero qualche anno fa. Con questo test devo capire se posso puntare al terzo mondiale». Oppure a un futuro da organizzatore, ruolo che già riveste per questo appuntamento. «Ma io mi sono sposato con il pugilato. Voglio combattere il più a lungo possibile».