«Le paritarie? Priorità che andava rispettata»

RomaLa Cei accusa il governo di aver operato tagli finanziari insostenibili per le scuole paritarie cattoliche. Ieri con due emendamenti sono stati recuperati 120 milioni di euro per il 2009 destinati però all’istruzione in generale.
Onorevole Valentina Aprea, come verranno ripartiti?
«Credo che la priorità siano le paritarie. Nel rispetto della volontà del governo mi sento di poter dire che questa somma è stata reintegrata proprio allo scopo di sostenere le scuole paritarie. Gli istituti parificati, ovvero quelli che possono a pieno titolo rientrare nel sistema di istruzione pubblica perché rispettano determinati standard di qualità ed eccellenza sono aumentati di numero nell’ultimo anno. In particolare occorre coprire le nuove esigenze che derivano proprio dalle secondarie superiori paritarie che sono di più e hanno le rette più costose».
Tra le ipotesi quella di destinare soltanto una parte dei 120 milioni alle paritarie...
«Io credo che vadano destinati interamente a questo tipo di scuole perché il taglio che le ha riguardate era di oltre 130 milioni».
Per la disponibilità occorrerà attendere la fine di gennaio. Sarà comunque il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini a decidere come finalizzarla?
«La decisione spetta al governo ricordo però che, come presidente della Commissione Cultura, già nello scorso mese di ottobre avevo dato parere favorevole alla finanziaria ponendo come condizione che fossero ripristinati i fondi destinati alle paritarie, chiedevamo proprio il reintegro di quella somma».
I vescovi in questa occasione hanno ricordato che anche con il precedente governo di centrodestra sempre il ministro Giulio Tremonti aveva ridotto i fondi destinati alle cattoliche.
«È una lettura sbagliata degli interventi del governo. Attraversiamo una grave crisi economica e tutti i ministeri hanno subito pesantissime riduzioni. Purtroppo, per quanto riguarda quello dell’Istruzione, va ricordato che i contributi alle paritarie non rientrano nella spesa fissa e dunque sono stati colpiti come tutti gli altri capitoli di spesa».
Qualcuno dall’opposizione fa osservare che la Cei protesta e il governo fa subito marcia indietro…
«Ma no. La volontà di restituire quei fondi alle scuole paritarie che svolgono un fondamentale servizio pubblico era già presente nella maggioranza. E infatti a ottobre avevamo anche presentato un ordine del giorno che impegnava il governo a ripristinare i fondi».
Visto che tutto il sistema dell’istruzione dal prossimo anno dovrà tirare la cinghia, sono in molti a chiedersi se sia giusto ripristinare i fondi alle paritarie e soprattutto alle cattoliche. Perché non darli alle pubbliche?
«Ma i soldi che il governo destina agli istituti paritari sono soldi che vanno a finanziare un servizio pubblico di cui usufruiscono le famiglie. Questi soldi corrispondono a un’esigenza delle famiglie: il diritto di poter scegliere l’istruzione che si ritiene la migliore, la più adeguata per i propri figli. E non è vero che le scuole cattoliche e paritarie sono le scuole dei ricchi. Anche a chi non è ricco si deve garantire la libertà di scelta nell’educazione».