Da Parizzi ai panini, la sfida della qualità

Quando si pensa a Parma l’acquolina scende automatica: il prosciutto crudo e la spalla cotta di San Secondo, i salami e c’è sua maestà il culatello così come il parmigiano, arrivando a godere dei tortelli di erbe e assaporando la piacevolezza di vini come la malvasia e il fortana, fino al nocino, liquore da fine pasto e relax.
Il ristorante top è in strada della Repubblica 71. Sull’insegna è scritto Parizzi, attuale patron lo chef Marco, terza generazione, 0521.285952, ristoranteparizzi.it. Nei piatti c’è Parma ma anche la personalità di Marco che ormai guida una locanda considerando la dozzina di stanze per la notte.
La griglia è invece il punto di forza del ristorante Parma Rotta al 158 di via Langhirano, 0521. 966738, parmarotta.com, una brace di tre legni diversi, castagno, carpano e faggio per esaltare i vari tagli di carne. Cocchi invece, in via Gramsci, il ristorante dell’hotel Daniel, 0521.981990, hoteldaniel.biz, è un’istituzione, mentre c’è più originalità nelle proposte di Alberto Rossetti al Tramezzo in via Del Bono, 0521.487906, altramezzo.it, ad esempio le Tagliatelle due colori con il brodetto di scampi.
Parma è una città che non conosce i fast food all’americana, il suo centro ha alcune paninerie da applausi e il confronto è sempre tra Walter - Clinica del panino, 0521.206309, clinicadelpanino.it, in Borgo Palmia e Frank Focaccia in piazzale San Lorenzo, 0521.237970.
L’ultimo consiglio è per culatelli da leggenda: Massimo Spigaroli al Cavallino Bianco di Polesine Parmense, 0524.96136, cavallimobianco.it. Un consiglio? Fatevi portare nelle cantine della vicina Antica Corte Pallavicina e respirate profondo...