Parking, negozi e bar Per i mercati comunali è ora di rifarsi il look

Chissà quante volte ve lo siete chiesto. Ma perché i mercati coperti comunali, quelli dove tutto sommato si comprano alimentari di buona qualità a prezzi ragionevoli, sono così trascurati? Semplice. Perché il Comune fatica a trovare i soldi per metterli a posto. E, nella lista delle priorità, magari giustamente considera che metropolitane, case e verde debbano venire prima. E allora? Allora non resta che chiedere aiuto ai privati. Anzi, per una volta, ascoltare i privati che offono aiuto. «Un’inversione di tendenza che ci fa molto piacere - spiega l’assessore alla Casa di Palazzo Marino, Gianni Verga - Finalmente dagli imprenditori illuminati arrivano proposte e non solo proteste e richieste d’aiuto». Gli «illuminati» in questo caso sarebbero una cordata di imprenditori di Assimpredil, l’associazioni degli edili. Cinque storiche imprese che vorrebbero cambiar faccia a quello che spesso è uno dei luoghi più caratteristici degli storici quartieri milanesi. «Vogliamo trasformare i mercati coperti in luoghi di qualità e socialità - spiega l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo - Svolgono una funzione importantissima, ma oggi spesso sono ricettacolo di degrado». Pronti gli esempi, come nel caso di viale Monza o del Ticinese dove gli abitanti, soprattutto la sera, preferiscono girare alla larga. Il degrado estetico attira quello sociale.
La parola magica è, ancora una volta, project financing. Il privato mette i soldi e ottiene di poter gestire la struttura per un tot di anni. Si farà così per autostrade, metropolitane e tunnel sotterranei. Adesso anche per i mercati. Che, in pochi anni, potrebbero avere un comodo parcheggio sotterraneo (e qui non è difficile capire l’interesse dei costruttori) e negozi di alimentari tirati a lustro. Ma non solo. Anche nuovi spazi per altre funzioni: magari la banca, la sarta, il calzolaio, il fotografo. Ma anche ristorante, bar, edicola, ufficio postale, la farmacia, botteghe di artigianato. L’aria condizionata d’estate e il riscaldamento d’inverno, visto che fra i maggiori fruitori ci sono le persone anziane. Tutto quello che già i privati hanno messo nei centri commerciali che non a caso sono sempre strapieni di gente. E non infestati da ubriaconi e punkabbestia. Il guadagno di chi ci metterà i soldi? Proprio nel dare in affitto queste nuove funzioni.
«Ovviamente a prezzi stabiliti dal Comune - assicura Verga - e assolutamente calmierati. Non ci sarà nessuna possibilità di speculazione. Un numero stabilito di anni e poi Palazzo Marino tornerà in possesso di tutto. Riqualificato e sicuramente più bello e funzionale». Possibile, sempre a carico dei costruttori, anche la sistemazione di piazze e zone adiacenti. E i commercianti che già ci sono? Nessuna paura. «A loro verrà assegnato un posto nelle nuove strutture - previene le polemiche la Maiolo - E, per tutta la durata dei lavori, ci sarà la possibilità di sistemazioni temporanee. Tipo piazzale Dateo». Ci potranno essere addirittura funzioni culturali come la biblioteca o case per gli studenti. Ma anche i servizi sociali. «Una riqualificazione e un rilancio urbanistico di tanti quartieri - tira le somme Verga - A costo zero per la collettività».