Parla l’abbandono

Quanto profonda scorre la vena
\[dell’abbandono?
Ci sono giorni in cui vaga con il cappotto
\[sul pigiama.
L’infelicità è scandalosa.
È così colpevole che non può avere commerci
\[con il corpo.
Lo guarda con distacco. Si avvolge
\[ nel cappotto
e dorme come un feto. Il freddo è benvenuto.
Il corpo è solo un tetto.
Non esistono nomi, né desiderio, né sesso.
“Come lumache” bisbiglia.
Il bavero di pelo copre occhi e orecchie.
Addormentandosi la sua testa fende l’aria
naviga in sogno lungo i cornicioni di pietra.