Parla l’infanticida: «Non riesco a capire quello che ho fatto»

«Non ero cosciente, non riesco a spiegare e a spiegarmi quello che ho combinato». Sono queste le prime parole pronunciate dalla romena che l’altro giorno a Muggiò ha lanciato la figlia appena partorita dal quarto piano. La ragazza, 19 anni, è stata infatti sentita ieri mattina all’ospedale Gerardo di Monza. Ad ascoltarla per oltre un’ora il pm Vincenzo Nicolini. «Credetemi - si è poi limitata ad aggiungere - non sapevo neppure che ero in gravidanza. Mi rendevo solo conto di ingrassare, specialmente quando mi guardavo i fianchi e le gambe». La giovane sembra non sapere se la bambina sia nata viva oppure già morta. «Ho sentito dei fortissimi dolori alla pancia, – ha raccontato al magistrato – poi, ho trovato quel corpicino nel letto. Lenzuola e coperte erano bagnate sporche di sangue. Non ho capito più nulla. L’ho presa in braccio e ho aperto la finestra». Non pare sia stata lanciata ma piuttosto lasciata scivolare dal davanzale. La neonata non piangeva. Non si muoveva. Un fatto, che contrasta con il primo e sommario esame del medico legale, che ha visto una creatura ben formata. «Non so che ora fosse, certo era ancora buio». La giovane romena si trovava sola in casa. Il padre, era uscito per accompagnare la moglie al lavoro. Alle 10, la giovane è andata in cucina ed ha chiesto al genitore, ha spiegato al pm, di prepararle qualcosa da mangiare. Aveva dolori alla pancia. «Certo adesso sono pentita di quello che ho fatto. La mia mente è come rapita dalle sequenze di un tragico film».Intanto ieri pomeriggio è stata eseguita l’autopsia sul corpo della vittima, i cui risultati saranno noti nelle prossime ore.