Parla Mastella, bordate di fischi dalla platea

Il fondatore del Campanile contro i vertici del Ppe: tifano per un successo del centrodestra

da Roma

Parla Clemente Mastella e la platea di delegati del congresso del Ppe lo accoglie con una bordata di fischi. Pochi, pochissimi gli applausi. Ma il leader dell’Udeur, schierato con l’Unione e quindi con Bertinotti & C. alle prossime elezioni ha la scorza dura. Porta a termine il suo discorso, sapendo di essere il leader dell’unico partito italiano iscritto al Ppe ma schierato con il centrosinistra. I colleghi europei lo guardano con sospetto, ma Mastella non è uno che si fa intimidire: «Ieri - dice Mastella - Martens e Poettering hanno espresso l'auspicio che alle prossime elezioni ci sia un successo di Forza Italia e Udc. Spero che facciano correttamente gli auguri anche al mio partito visto che io milito con i democratici cristiani dal 1976». Poi, la necessità di spiegare le ragioni della sua scelta di sostenere Prodi: «In Italia c’è una destra non del tutto moderata, c'è la Lega che è una forza fortemente antieuropeista, ci sono accenti con forti tendenze al terrorismo mediatico. Per questo ad oggi abbiamo deciso di allearci anche con forze socialiste». E giù fischi. Dall’Udc, Marco Follini corre in suo aiuto: «Spiace sempre per i fischi, ci sono sempre forme di dissenso più rispettose», dice. Ma il suo collega di partito, Pier Ferdinando Casini, tiene a precisare con un filo di ironia: «Non voglio aizzare le polemiche ma oggi mi sembra chiaro che il centro è alternativo alla sinistra e quindi posso capire il disagio di Clemente Mastella».