Parlamentari divisi sul test antidroga

Magari non finirà come al Tour dove comunque qualcuno ai Campi Elisi in maglia gialla c’è arrivato, ma il controllo antidoping sui parlamentari ha avuto un effetto simile. Più che della «solita» fiducia al governo Prodi, leader di una maggioranza dopata, in Transatlantico e dintorni si parlava infatti soprattutto della fiducia nei parlamentari. Di quella che dovrebbero avere gli italiani in coloro che li rappresentano. È questo il tasto su cui batte il senatore Giorgio Bornacin, che ha fatto una volata per battere allo sprint gli altri colleghi liguri. Il camper-ambulanza piazzato davanti a Montecitorio per volere dell’Udc aveva già la fila di prima mattina, nonostante per il test fosse sufficiente una manciata di minuti. «Sono andato alle 9.30 - conferma Bornacin -. Poi dovevo correre in Senato dove si votava alle 10.30. Ho fatto il test molto volentieri perché ritengo necessario che i parlamentari si sottopongano a questa prova e ne rendano pubblici i risultati. Non possiamo chiedere ai giovani di non drogarsi, non possiamo chiedere ad alcune categorie come medici, autisti di mezzi pubblici e altri di sottoporsi a test periodici se non diamo noi l’esempio». La richiesta di poter diffondere pubblicamente l’esito del test non lo ha sconvolto. «Non ho nulla da nascondere, perché dovrei?», si chiede Bornacin, che all’uscita dal camper è stato avvicinato dalla troupe de «La7» che gli ha fatto domande sulla «solitudine» dei parlamentari a Roma. «Ho risposto che ieri sera mi sono persino addormentato davanti alla tv - sorride il senatore -. Sono 11 anni che ho casa a Roma, la nostra è comunque una vita da sradicati».
Il riferimento dei cronisti al caso di Cosimo Mele, il deputato Udc protagonista della serata con due squillo in un albergo della Capitale, non è esplicito ma lampante proprio di fronte al camper allestito dallo stesso partito di Casini e Cesa. Ma non abbocca neppure Vittorio Adolfo, che dello scudocrociato stilizzato che sventola nel centrodestra è deputato. E che ieri si è avvicinato insieme a Bornacin al luogo del test. Ma poi non è entrato subito. «Ho lasciato il collega insieme ad altri del suo partito - spiega -. Poi sono tornato». Alle 13.20 dà la prova (...)
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