Parlamentari liguri sotto i missili per solidarietà con Israele

(...) i missili di Hamas. Una delegazione di parlamentari, bicamerale e bipartisan, è da qualche giorno in Israele, per portare la vicinanza dell’Italia al Paese da sempre minacciato e attaccato dal terrorismo islamico. Tra loro anche due «liguri» di elezione: insieme all’ex candidato sindaco di Genova c’è Fiamma Nirenstein, che ha ottenuto i voti per diventare deputata proprio nel collegio ligure. E una tappa fondamentale di questo viaggio, tra l’altro pagato di tasca propria dai politici, era quella di ieri mattina, nella cittadina di Sderot, sul limite della striscia di Gaza, a pochissimi chilometri dal confine. Talmente pochi che i missili palestinesi piovono quotidianamente sulle case e le strade di quella che è ormai abituata a trasformarsi in una città fantasma nel giro di pochi istanti. «Ci hanno spiegato che gli attacchi missilistici sono continui - conferma Enrico Musso - Ne arrivano un minimo di tre al giorno, ma capita che ne cadano anche cinquanta. Morti e feriti sono inevitabili, è una città che vive nel terrore anche se cerca di abituarcisi. Le fermate degli autobus sono rifugi antimissile in cemento armato, ogni casa ha il suo riparo sotterraneo, i secondi e i terzi piani sono di fatto disabitati».
L’allarme arriva all’improvviso e paralizza la vita. «In quindici secondi occorre trovare rifugio - continua Musso - Solitamente questi allarmi arrivano di mattina, quando i bambini vanno a scuola, o anche prima, quando ancora la gente dorme. Abbiamo incontrato il sindaco della città, per rinnovare tutta la nostra vicinanza. Poi abbiamo fatto visita alla famiglia di quel capitano dell’esercito israeliano rapito da tre anni di cui non si hanno più notizie». Una visita meno informale rispetto a quella resa il giorno prima al presidente israeliano Shimon Peres e al parlamento. Una «missione» che comunque ha lasciato un segno importante nei parlamentari italiani. Come conferma l’altra «ligure», Fiamma Nirenstein. «È stata un’esperienza bella e profonda - sottolinea l’editorialista del Giornale - Ho notato che il clima nella politica italiana sta cambiando in positivo nei confronti di Israele, sia tra i rappresentanti della coalizione di governo, sia in quelli dell’opposizione, della sinistra. Certo è dovuto anche a una presenza di una sinistra diversa in parlamento. Ma è molto importante anche per Israele sentire il nostro appoggio». Al rientro in Italia i parlamentari consegneranno alla Croce Rossa una lettera per chiedere un maggiore sforzo verso la liberazione dell’ufficiale israeliano rapito.