Parlamentari lombardi: ecco chi va in aula e chi si fa gli affari suoi

Ognuno, lo sappiamo già, dirà di avere avuto i suoi buoni motivi. Lo scienziato con la sua luminosissima fama da continuare a costruire, magari i convegni e gli incontri dell’illustre ex magistrato, l’età ormai avanzata e gli acciacchi dell’ex ministro o l’infinità di permessi ottenuti per congedi o missioni autorizzate. Quel che resta sono i numeri elaborati dal Sole 24 Ore con le presenze di deputati e senatori lombardi alle votazioni in aula. Con un centrodestra che risulta sicuramente più virtuoso dell’opposizione. Ben nove dei primi dieci professionisti della «bigiata» al Senato, infatti, sono del centrosinistra. Con L’Italia dei Valori di Tonino Di Pietro assente al 20 per cento delle chiamate e maglia nera tra i principali gruppi parlamentari.
In testa alla classifica degli assenti il professor Umberto Veronesi (65 per cento) seguito dall’ex magistrato del pool di mani pulite Gerardo D’Ambrosio. Unico del centrodestra tra i primi dieci il senatore Marcello Dell’Utri che però può esibire 3.618 permessi. Passando alla Camera i nomi sono quelli di Mirko Tremaglia, Linda Lanzillotta, Enrico Letta, Savino Pezzotta e Gabriele Cimadoro, il cognato di Di Pietro. In testa al girone dei virtuosi la deputata Paola Frassinetti (Pdl) con ben 6.708 votazioni e appena lo 0,3 per cento di assenze. Qualche votazione in mneo (4.191) per il senatore Giancarlo Serafini (Pdl), ma un imbattibile record del cento per cento di presenze al suo banco. Vicinissimo il leghista Armando Valli con una sola votazione saltata. Alla Camera bene anche Marco Desiderati (Lnp), i pdl e Antonio Palmieri e il leghista Roberto Maroni.