«Il Parlamento indaghi su Quercia e Coop»

L’ex ministro Gasparri: «Quante complicità nel caso Unipol, serve una commissione d’inchiesta»

da Roma

Qualcuno punta il dito sui rapporti tra i Ds e Unipol e denuncia la «complicità» tra il principale partito della sinistra e i protagonisti della scalata a Bnl. Per il resto, il centrodestra si limita a osservare e commentare le divisioni sempre più nette che stanno spaccando l’Unione. «È desolante - ha sottolineato Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale - il clima di complicità e omertà con cui da troppi settori, anche dell’informazione, si accompagna la vicenda Fassino-Unipol. Cosa sarebbe successo se le intercettazioni si fosse trovata traccia di colloqui diretti tra qualche leader del centrodestra e speculatori finanziari?». Tengono banco le due interviste che ieri hanno rilasciato al Corsera il leader della Margherita Francesco Rutelli e il segretario Ds Piero Fassino. Sono la conferma, osserva il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi, «di uno scontro opaco e senza quartiere fra i due partiti su questioni meramente di potere, sono ambedue inquietanti per il doppiopesismo immorale che rivelano». Colpisce, aggiunge Bondi, «l’arroganza e l’aggressività, soprattutto dell’onorevole Rutelli, che minaccia già l’uso delle leve del potere a cui si sente destinato. Gli italiani - conclude - sono avvertiti del rischio che il Paese corre se questi signori dovessero malauguratamente conquistare il potere».
Quello di Rutelli, aggiunge Francesco Giro di Forza Italia, è un «vero atto di accusa» alla Quercia, ai «legami irrisolti con il mondo della cooperazione rossa e all'eccessiva indulgenza dimostrata nell'operazione Unipol-Bnl, che il leader della Margherita continua a giudicare spericolata ed estranea alla tradizione mutualistica che Fassino pretende di difendere». Sempre da Forza Italia il vicepresidente di Forza Italia al Senato Lucio Malan ironizza: «Chi di questione morale ferisce di questione morale perisce». Per la sinistra, aggiunge, «la questione morale è un mero strumento di lotta politica, o contro gli avversari, o contro gli alleati, che un tempo erano definiti, con lodevole sincerità, utili idioti».
Nella Casa delle libertà c’è anche chi, come Gasparri, chiede una commissione d’inchiesta sui rapporti tra cooperative e Ds e chi invece ritiene scontato il legame. «Inutile nascondere una contiguità diretta tra Unipol e Ds che c’è sempre stata», osserva il senatore dell’Udc Maurizio Ronconi, ricordando, che «l’Unipol è parte fondamentale della finanza rossa e se non ci sono finanziamenti diretti, moltissimi sono i casi di soccorso rosso nelle regioni governate dalla sinistra. È dunque assolutamente normale - aggiunge - l’interlocuzione tra Fassino e i vertici Unipol, anzi sarebbe stato strano il contrario. Quello che inquieta però - aggiunge Ronconi - è che i Ds, diversamente da tutti gli altri, possano riferirsi ad una galassia finanziaria di riferimento. Probabilmente il resto della sinistra si accinge a utilizzare gli stessi strumenti che i diessini di oggi utilizzarono contro i democristiani. È una resa dei conti drammatica».