Parlamento Ue dà il seggio a Occhetto: bufera a sinistra. Di Pietro chiede aiuto a Prodi

Il mandato di europarlamentare di Beniamino Donnici (Italia dei valori) non
è valido e va confermato quello di Occhetto.
L'ha deciso l'europarlamento, ponendo fine alla disputa sull'assegnazione del seggio lasciato vacante da Di Pietro. Il ministro delle Infrastrutture ora chiede aiuto al premier, caldeggiando un ricorso alla Corte europea

Starsburgo - Il mandato di europarlamentare di Beniamino Donnici (Idv) non è valido e va confermato quello di Achille Occhetto. È questa l’indicazione dell’Europarlamento che, con 406 favorevoli e 125 contrari, ha accolto oggi la relazione presentata da Giuseppe Gargani (Forza Italia), presidente della commissione giuridica, con la quale l’euroassemblea prende posizione sulla disputa che contrappone Donnici, dei Liberaldemocratici, a Occhetto, aderente al gruppo del Pse, per l’assegnazione di un seggio conteso, pur in presenza di una sentenza della Corte di cassazione che ha attribuito il seggio a Donnici. La disputa riguarda il subentro ad Antonio Di Pietro, che in seguito alle elezioni politiche dell’aprile 2006 in Italia, ha rinunciato al suo seggio a Strasburgo per optare per il parlamento nazionale.

Di Pietro ora chiede aiuto a Prodi Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro chiede al presidente del Consiglio Romano Prodi e alle autorità competenti di ricorrere in Corte europea di giustizia contro la decisione odierna dell’Europarlamento. «La decisione del parlamento europeo, in quanto organo di rilevanza istituzionale, va in contrasto con un’altrettanta degnissima e sovrana decisione della Corte di Cassazione italiana la quale aveva deciso l’esatto contrario». Osserva Di Pietro in una nota. «Ora si apre - prosegue il ministro - un caso politico-giuridico tra l’Italia e l’Ue, giacché, con tale atto, si è stabilito un pericoloso precedente secondo cui le decisioni dei giudici italiani possono essere messe in discussione da altri organismi, inficiando funzione giurisdizionale e sovranità nazionale, costituzionalmente garantita».

Questa preoccupazione, ricorda Di Pietro «era già stata espressa al Consiglio dei ministri e al presidente Prodi che avevano delegato il ministro della Giustizia a presentare una istanza al Parlamento europeo. Siccome così non è stato - dice il leader dell’Idv -, chiediamo formalmente al presidente del Consiglio e alle autorità competenti di portare la questione davanti alla Corte di Giustizia europea». Per Di Pietro, ormai, «non si tratta solo di una disputa privata tra candidati ma, di un affare di Stato che, se sottovalutato rischia di calpestare le basi costituzionali della nostra sovranità».

Soddisfatto il Pse Soddisfazione ha espresso la delegazione italiana nel gruppo dei Socialisti al parlamento Europeo per la conferma del seggio a Occhetto. «Con un voto a stragrande maggioranza - si legge in un comunicato - il parlamento europeo ha confermato il seggio di europarlamentare ad Achille Occhetto che, da oggi, viene reintegrato nelle proprie funzioni. La delegazione italiana nel Pse saluta con soddisfazione la decisione dell’aula».

Fava: "E' finito l'abuso giuridico" L’eurodeputato Claudio Fava, parlando anche a nome degli altri parlamentari della Sinistra Democratica a Strasburgo, ha saluto con soddisfazione il voto del Parlamento Europeo. «Il voto che oggi ha reinsediato Occhetto al Parlamento europeo - scrive Fava in una nota - pone rimedio ad un abuso giuridico ripristinando la piena legittimità della sua elezione».