«Parlando di donne». Voci femminili del ’700

Laura Sonzogni

«Stavo leggendo il numero del 9 scorso e riflettevo che l’asino indeciso tra due mucchi di fieno che lo ingolosiscono in egual modo è una perfetta rappresentazione della mia situazione attuale. Sono estremamente innamorata di due gentiluomini che mi corteggiano. Il mio Will è molto ricco, il mio Tom è molto bello». È l’amletica questione che Biddy Loveless sottoponeva nel 1711 al quotidiano The Spectator, il primo nella storia europea a pubblicare idee al posto di notizie e a sfidare la mentalità dell’epoca ponendosi come obiettivo quello di educare le donne. Una vera e propria rivoluzione dei costumi e della cultura in una realtà, l’Inghilterra del Settecento, in cui era considerato pericoloso insegnare alle signorine qualcosina in più che leggere, scrivere e suonare uno strumento. La formula di Richard Steele e Joseph Addison, i fondatori del giornale, fu quella di considerare le lettrici non come destinatarie passive ma come attive corrispondenti con cui intessere un fitto dialogo. Attraverso questi scambi con i lettori - compresi gli uomini che non mancarono di far sentire la propria voce, spesso con commenti sarcastici alle lettere delle fanciulle - lo Spectator si proponeva di attirare l’attenzione sui difetti piccoli e grandi dell’epoca e convincere i lettori che, abbandonando tali pecche, avrebbero notevolmente migliorato se stessi e vissuto più a lungo.
La lettera di Biddy e quelle di molte altre donne che scrissero al quotidiano sono state raccolte da Francesca Sgorbati Bosi in «Parlando di donne. Lettere ad un quotidiano inglese del '700», (Sellerio editore Palermo), un libro che attraverso queste voci femminili offre uno spaccato realistico e vivace della vita quotidiana del primo Settecento. Il volume verrà presentato stasera alle 18 a Palazzo Morando Attendolo Bolognini, in via Sant’Andrea 6 (introduzione di Mimma Viale con la partecipazione di Isabella Bossi Fedrigotti). Intanto, una piccola anticipazione per i più curiosi. Biddy non aspettò la replica degli altri lettori per fare la sua scelta: «Comincio a pensare che la mia avidità sarà più duratura del mio amore: perciò, se non avete niente in contrario, prenderò Will».