Parlarsi da uno schermo meglio dei viaggi di lavoro

Una soluzione anche «verde»: meno aerei e auto

La videocomunicazione sta diventando una valida alternativa ai viaggi di lavoro, sia per la qualità delle immagini e del video, sia per la sicurezza e l’affidabilità delle nuove tecnologie. Ma la caratteristica vincente di questo settore è il vantaggio che offre in termini di riduzione dei costi. Secondo i dati Wainhouse Research (giugno 2006) il mercato dei sistemi di videoconferenza nel 2006 è stimato a livello mondiale pari a 307 milioni di dollari in termini di fatturato e dovrebbe raggiungere, nel 2010, i 788 milioni di dollari e le 290mila unità vendute l’anno, con un tasso di crescita annua previsto pari al 9,2% per il fatturato e al 16,3% per le unità.
Il mercato della videoconferenza italiano viene stimato sia in termini di fatturato che di unità vendute come il secondo in Europa, preceduto solo dal Regno Unito. Un trend positivo e promettente favorito negli ultimi anni dalla disponibilità di apparecchiature a costi più contenuti e dalla forte competitività tra le aziende dell’offerta. Tutti fattori che hanno reso la videocomunicazione una risorsa globale, accessibile a tutti. Nello scenario tecnologico attuale, la disponibilità di banda larga rende possibile usufruire di una videocomunicazione di qualità molto simile a quella televisiva e con un controllo assimilabile a quello di un sistema informatico aziendale. Le connessioni basate su protocollo Internet sono infatti molto più affidabili rispetto a quelle su rete telefonica tradizionale e nettamente più economiche. Si ampliano, inoltre, anche i campi di applicazione, coinvolgendo anche il settore sanitario (telemedicina e teleconsulto), manifatturiero e della formazione professionale, specialmente in zone difficilmente raggiungibili. Sono inoltre state pubblicate diverse ricerche che dimostrano come la videocomunicazione sia anche una soluzione «ecologica»: riduce l’impatto ambientale derivante dai continui viaggi (aereo, treno, automobile).