Parma: "Confessa scimmia", 10 vigili indagati

Emmanuel Bonsu Foster, il ragazzo fermato per
errore nel corso di un’operazione antidroga, secondo la procura di Parma sarebbe stato colpito dagli agenti con calci e schiaffi e insultato per farlo confessare

Parma - Non proprio parole gentili ma "negro" e "scimmia". Sarebbero questi gli insulti a sfondo razzista che alcuni vigili urbani di Parma avrebbero rivolto a Emmanuel Bonsu Foster, il ragazzo ghanese fermato per errore nel corso di un’operazione antidroga nel parco ex Eridania. L'episodio risale alla fine di settembre.

Tentativi di farlo confessare Secondo gli inquirenti, che hanno iscritto nel registro degli indagati gli agenti di polizia municipale, insulti e percosse sarebbero serviti a far confessare al ragazzo "un reato mai commesso": fare da palo a un pusher palestinese. I vigili avrebbero cercato di farlo confessare "asserendo, peraltro falsamente, di avere le prove documentali della sua responsabilità". Senza esito però.

Calci pugni e schiaffi "Mentre era rinchiuso nella cella", si legge nelle ipotesi di reato della procura, Bonsu "veniva colpito con calci, pugni e schiaffi". Dopo essere stato portato negli uffici della polizia territoriale "con una bottiglia di plastica sulla testa", il ragazzo sarebbe stato fatto spogliare e, una volta nudo, costretto a fare ripetuti piegamenti.

Quattro ore in cella Trattenuto in centrale per quattro ore, senza che nulla fosse comunicato all’autorità giudiziaria, ad un certo punto Bonsu si sarebbe trovato di fronte un agente con un modulo per l’autocertificazione in mano. Il vigile gli avrebbe detto che doveva firmare senza fare storie "anche si fosse trattato della sua condanna a morte".